giovedì 7 febbraio 2008

G-Unit - Return of the Body Snatchers vol. 1

Dite quello che volete, ma 50 Cent il pop ce l’ha nel sangue. E dite quello che volete, ma quando ha voglia di entrare in studio è capace di tirare fuori pezzi da classifica niente male. Da questo punto di vista, Return of the Body Snatchers vol. 1 il proprio lavoro lo fa. Coadiuvato dal solito Whoo Kid e dai due marmittoni Lloyd Banks e Tony Yayo (Young Buck è latitante - tranne che per un pezzo - e sappiamo che le cose fra lui e Curtis non vanno bene), Mr. Jackson sembra nella forma migliore da anni a questa parte. Cattivo, determinato, capace di dire le sue stronzate da gradasso al meglio, 50 Cent pare quasi al top. Certo, la G Unit vive per il pop, e i pezzi “mollaccioni” non mancano, ma i beats sono sicuramente di alto livello, considerato soprattutto il segmento di mercato al quale sono diretti (che è quello di Jay-Z, Kanye e tutti quegli artisti “crossover” che il nostro amico RA The Rugged Man - e noi con lui - non considererebbe “legitimate rap artists”). Anzi, per essere un mixtape, lo sforzo fatto (in termini di impegno nella confezione di un prodotto degno) è notevole. È vero che da questo punto di vista Curtis e soci sono sempre stati un punto di riferimento (dite quello che volete, ma il concetto dello street album lo hanno inventato loro), ma comunque l’orecchio per i beats sembra tornato quello del primo momento “commerciale” di 50 Cent, quando si sentiva veramente Superman (e non è un caso che in Be Good To Me Tony Yayo faccia esplicito riferimento al Super-Nigger…). Una menzione speciale per Lloyd Banks, onesto rapper forse incapace di reggere una carriera da solista ma certamente gregario di eccellenza e team player essenziale per una G Unit che abbia senso. Banks sembra tornato in palla, e sappiamo quanto siano importanti le “spalle” nei film di Scorsese…
È ovvio che non siano tutte rose e fiori: qualche pezzo risulta stucchevole nel singasong generale (e oltretutto i campioni di Al Green è meglio lasciarli ad altri), il ritmo del mixtape un po’ si perde nella parte centrale e l’eccesso di pistolettate di Whoo Kid (insieme agli urletti noiosi) ci fa venire il mal di stomaco. Ma Return of the Body Snatchers vol. 1 ha il pregio di riuscire a rendere (quasi) ascoltabile anche quel cinghiale di Tony Yayo, e non è poco.
Alla fine questo mixtape gratuito suona meglio di tutti gli ultimi album dei membri della G Unit. Su basi buone come queste (alcune sono veramente notevoli) per una volta possiamo perdonare a 50 e compari tutto quanto di male hanno fatto all’hip hop.

5 commenti:

sbu ha detto...

WWW.HIPHOPVITA.BLOGSPOT.COM intervista a mikele wad!

Basnick Fedo ha detto...

ma serio?

cioè se è piaciuto a te vuol dire che è proprio bello

re-up gang non male

Antonio ha detto...

Bello e' un concetto relativo.
Molto meglio delle ultime cose G Unit sicuramente... e poi e' gratis!

Anonimo ha detto...

Marty:

Bè dai, non considerare Jay Z un legitimate rap artist mi sembra alquanto eccessivo.

Può piacere o non piacere (io non ne vado pazzo, non considero nemmeno il primo album un classico) però è pur sempre uno che ha lasciato il segno come pochi.

Antonio ha detto...

Marty, hai super ragione.
Mi sono espresso male io dicevo il mercato in cui ci stanno Jay, Kanye e gli altri (che molto spesso non sono legitimate artists).
Per me, Kanye e Jay sono hip hop.
Se mi chiedi un gusto personale, preferisco altri, ovvio...