sabato 26 luglio 2008

Danny Brown - Hot Soup

Siamo vicini alle vacanze. In teoria uno dovrebbe avere più tempo (anche se non è il mio caso, purtroppo). Comunque un po' di musica da scaricare legalmente fa sempre comodo.
Come nel caso di Danny Brown - Hot Soup, tutto prodotto da Nick Speed (Libido Speedo). Un altro ace dalla grande D: il ragazzo promette bene. Scaricate qui. E già che ci siete, un giretto qui non fa male.

venerdì 25 luglio 2008

Louis Logic & J.J. Brown - Sin-a-matic: the 80’s Edition

A quanto ne so io, l’ottimo Sin-a-matic in versione originale vendette una miseria. E quando parlo di miseria, non parlo neanche del “doppio legno” tanto caro a Dave Chappelle: qui si parla di doppio mattone, tipo 500 copie (!) in tutto il mondo, roba che Psychoanalysis (What Is It?) di Prince Paul e It’s Very Stimulating di MC Paul Barman sono dischi di massa, a confronto. Come fiero possessore di una copia originale del CD, mi sento da un lato fiero della mia competenza in questo campo, e dall’altro frustrato dal fatto che un capolavoro del genere sia stato stroncato in maniera così massiccia da un popolo bue che magari nello stesso periodo si è masturbato su sonore cagate. Alla fine, Sin-a-matic rappresentava un album con liricismo di vertice (anche nei pezzi in cui Louis Logic diceva stronzate, lo faceva con stile e flow incomparabili), buoni guest spots (Best Friends e soprattutto Diablos su tutti, con Celph-Titled ormai convertito ad un’autoparodia assolutamente scherzosa e consapevole) e una parte musicale gustosa e raffinata, anche se certamente non da alta classifica.
Eppure, in principio, il flow “bianco” del Drunken Dragon, ed un po’ la sua attitudine ed i temi del disco avrebbero potuto fare presa su un pubblico alternativo, se Sin-a-matic fosse stato spinto meglio.
Probabilmente non sono l’unico a pensarla così, e ritengo che qualche rimpianto sia rimasto anche a J.J. Brown, che nel frattempo, nel giro di 5 anni è passato da produttore “jazzato” a potenziale hitmaker di massa: un po’ quello che ha fatto Joey Chavez, ma senza sputtanarsi. Ebbene, a distanza di un quinquennio, J.J., sfruttando le potenzialità di internet e la crescente nostalgia degli anni ’80 (vedi anche Zo! and Tigallo - Love the 80’s), rimette in pista la versione “2.0” di Sin-a-matic, Sin-a-matic: the 80’s Edition. L’idea di rappare sui breaks un po’ cheesy degli anni ’80 non è certamente nuovissima (il capolavoro rimane il misconosciuto mixtape di Kirb and Chris, Niggaz and White Girlz, che rappresenta il vertice irraggiungibile del fenomeno: cercatevi quel pezzo sul break di Don’t You dei Simple Minds per capire di cosa parlo), ma J.J. Brown è un produttore sufficientemente dotato da fare le cose per bene. Certo, il risultato è un po’ disomogeneo, nel senso che in alcuni casi l’intervento funziona, mentre in altri casi le basi, per quanto ben fatte, suonano fuori posto come accompagnamento di Louis Logic e funzionerebbero meglio come sottofondo per qualche atroce rapper mainstream.
Ma forse è proprio questo lo scopo. E se lo è, tanto di cappello a Louis e J.J. per avere comunque richiesto l’aiuto di amici e colleghi come Chuck D, R.A. the Rugged Man e Reef. Per essere una mera operazione commerciale/promozionale (se lo è, ma io sono convinto di si), ci sono dei momenti di incredibile sottigliezza intellettuale, come No One Ever (Is To Blame) che accompagna Best Friends

giovedì 24 luglio 2008

Paul C Lives Mixtape

Trovato da qualche parte (scaricate qui).
Una precisazione per i profani: da non confondere con questo o questo. La prossima volta mi faccio un gruppo rap e lo chiamo “Lead Zeppelin” o roba del genere…
Già che ci siete leggetevi questo, allora, e fatevi una cultura, che ne avete bisogno. Paul C Lives!

mercoledì 23 luglio 2008

Fakts One – Long Range

Fakts One è il DJ della crew Perfectionists (Def Jux), nonché uno dei pilastri della scena underground di Boston. Insieme a Mr. Lif e Akrobatik formava l’equivalente degli EPMD per il nuovo millennio, quantomeno a livello di principio (a livello pratico, con tutto il rispetto, era un’impresa impossibile). Questa probabilmente era anche l’ambizione del turntablist, dato che l’approccio da “Funklord meets DITC” sembra essere l’ossatura portante dell’album Long Range, uscito dopo una lunga gestazione. Fra parentesi, come un artista così ’95-oriented sia finito su Def Jux, continua a sfuggirmi…
Ma torniamo al nostro Fakts One e a Long Range. Il notevole ritardo del disco (5 anni!) sembra dovuto al fatto che Fakts One ad un certo punto è sparito (e credo sia ancora latitante) lasciando i compagnucci Lif e Ak senza DJ e a bocca aperta per gli sviluppi. Mi auguro che se e quando tornerà sulla scena lo faccia con le stesse idee musicali. Mi dispiacerebbe vedere trasformato in un Hare Khrisna con i campanellini o in un seguace della musica new age la persona che ha messo insieme questa compilation con una perizia e un amore per i classici che rasentano la malattia mentale (hmmm… che sia una spiegazione?).
Fakts One è il perfetto produttore backpacker (anche se questa definizione è ovviamente limitativa, visto che alla fine è dope e basta), con un orecchio teso alla ricerca del rullante perfetto e l’altro alla ricerca del perfetto suono in stile ‘95. L’approccio non si può che definire “quadrato”, con un equilibrio perfetto di bassi e ritmiche serrate, condite da una spolveratina di stili solo leggermente più moderni (il doppio tempo della fine di Selfish, il Primo-post-‘99 di Longevity). I campioni sono sempre on point e solo in un paio di occasioni il produttore si lascia andare a scelte un po’ più scontate, ma non sono passi falsi troppo gravi. A dare una mano a Fakts One al microfono c’è la crema della true school (e non solo): da Little Brother a Planet Asia, dagli Outerspace ai compagni Perceptionists, dai Grayskul a Rasco, da J-Live a Tajai. Se questi non deludono (menzione d’onore al solito J-Live e ai Grayskul, che suonano molto più potenti e adeguati su basi serie e non su quei mezzi aborti di Reason), le seconde scelte (alcuni nomi a me assolutamente ignoti) non sono sempre all’altezza (discorso a parte per la devastante Lyadonna, un misto fra Fox Boogie e Bahamadia, se riuscite a immaginare una cosa del genere, che sottomette, dominatrix-style, il beat di Selfish, che cavalca insieme ad Akrobatik). Ma non importa: la star dello show è il produttore, e finchè tira fuori beats come quelli che affollano questo album, può anche comportarsi come DMX, per quello che mi riguarda…

martedì 22 luglio 2008

Con una Cover Così…

… ci possono mettere dentro i featuring di Santino e di Mondo Marcio, farsi fare le basi da Ant Banks o da Pharrell e fare da spalla a Young Jeezy o a Lil' Wayne, e comunque per me saranno sempre i migliori del mondo!

P.S.: L'EP non l'ho sentito, ma ve lo accattate qui, nel caso (link rubato, ovviamente, che pensavate?).
P.P.S.: questa la dedico ad Emiliano, che apprezza.