lunedì 4 ottobre 2010
venerdì 26 marzo 2010
Meglio a Matita
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
10:37 AM
0
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Ecchissenefrega,
This Is Hip Hop
mercoledì 17 febbraio 2010
Alle Volte...
E non sarebbe una cattiva idea, no?
Wu-Massacre in uscita il 30 marzo.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
11:24 AM
4
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
New Shit,
This Is Hip Hop
martedì 16 febbraio 2010
La Pazienza Ha un Limite, Pazienza No...
E non tanto in termini fumettistici stretti (mi fanno un po’ sorridere i paragoni un po’ a vanvera con certi fumettisti - che, per quanto bravi, non hanno né la capacità di rappresentare qualcosa per il mondo, e non solo per una ristretta cerchia di appassionati. Senza polemica), quanto comparativi.
In questo senso, Tank Girl mi sembra, nei momenti migliori, l’emanazione di un Pazienza britannico, per quello che racconta, come lo racconta (e, perché no, nei virtuosismi legati all’uso di tecniche diverse, che si sposano in maniera organica con il modo di raccontare).
Parentesi veloce. In Italia non c’è mai stato niente di “punk” come Pazienza, e mai ci sarà. Fa incazzare una cosa del genere. Chiusa parentesi.
I termini comparativi della mia ossessione, e qui vengo al nocciolo della questione, sono follemente legati a territori musicali apparentemente slegati.
E arriviamo a Ghostface Killah. È indubbio che il buon Mr. Coles non sappia neanche chi sia Pazienza (lui è dispensato da forme di seppuku, ovviamente, per meriti artistici), eppure i punti di contatto ci sono. Prendiamo Gihad (ma che titolo è?) dal secondo OB4CL di Raekwon. Per me è impossibile non vedere delle somiglianze incredibili con Pacco, una storia in cui Zanardi si comporta praticamente nella stessa maniera di Ghostface nella canzone.
Ovviamente Ghost vira su territori più ghetto (ed espliciti), mentre Paz si tiene in una cornice “italiana”, ma i paragoni stanno in piedi. Almeno nella mia testa.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
11:49 AM
10
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
This Is Hip Hop
lunedì 25 gennaio 2010
Classic Tony Starks
DISC 1
01. Iron Maiden feat. Cappadonna & Raekwon
02. Ghost Deini feat. Superb
03. It’s Over
04. 9 Milli Bros. feat. Wu-Tang Clan
05. Milk’Em feat. Trife Da God
06. Hideyaface *El-P Mix* feat. El-P
07. Ghost Is Back
08. Angels feat. MF Doom
09. One
10. Assassination Day feat. Inspectah Deck, RZA, Raekwon & Masta Killa
11. Real Live Shit *RMX* feat. Larry-O, Cappadonna & Killa Sin
12. The Champ
13. Motherless Child feat. Raekwon
14. New York feat. AZ & Raekwon
15. Holla
16. Be Easy feat. Trife Da God
17. Wu Banga 101 feat. Cappadonna, GZA, Masta Killa & Raekwon
18. Josephine feat. Trife Da God & The Willie Cottrell Band
19. Be This Way
20. Fish feat. Raekwon & Cappadonna
21. Mighty Healthy
22. The Roosevelts feat. Trife Da God & Raekwon
DISC 2
01. Return Of The Iron Man
02. Run feat. Jadakiss
03. Winter Warz feat. Masta Killa, U-God, Cappadonna & Raekwon
04. You Know I’m No Good RMX feat. Amy Winehouse
05. Buck 50 feat. Cappadonna, Masta Killa, Method Man & Redman
06. After The Smoke Is Clear feat. Raekwon, RZA & The Delphonics
07. Kilo feat. Raekwon
08. Metal Lungies feat. Sheek Louch & Styles P
09. Nutmeg feat. RZA
10. Outta Town Shit
11. R.A.G.U. feat. Raekwon
12. The Forest
13. He Comes feat. De La Soul
14. Malcolm
15. Real Niggaz feat. Planet Asia
16. Daytona 500 feat. Cappadonna & Raekwon
17. Biscuits feat. Trife Da God
18. Whip You With A Strap
19. Tony/Montana feat. Cormega
20. Tha Game feat. Raekwon, Prodigy & Pete Rock
21. Maxine
22. Killa Lipstick feat. Masta Killa & Method Man
Links:
Classic Tony Starks
Grafica
Un grazie a Reiser per l'aiuto.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
10:39 AM
8
commenti intelligenti
Categorie:
(Auto)Tributo,
Comics and Hip Hop,
Muxtape,
New Shit,
Raw Power,
This Is Hip Hop
venerdì 22 gennaio 2010
Iron Men
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
2:10 PM
8
commenti intelligenti
Categorie:
(Auto)Tributo,
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
New Shit
domenica 17 gennaio 2010
Apollo Brown - Make Do
The Skilled Trade e soprattutto Contra di Danny Brown featuring Elzhi, ci avevano consegnato un beatmaker di talento ma ancora allo stato embrionale per quanto riguardava la cifra stilistica e la personalità.
Invece, con Make Do Apollo Brown spicca il volo e si trasforma in un produttore capace di sublimare il classico boom bap newyorkese e afflati dilliani in uno stile che, per quanto classico, risulta relativamente innovativo e personale.
Il taglio dei campioni e i ritmi di batteria sono informati alla sacra scuola di Premier-Pete Rock, ma la scelta dei campioni e la resa finale riescono a incorporare quel soul “choppato” che era diventato il trademark di Jay Dee (specie in Donuts.
Il risultato, come detto, è piacevole, e, in moltissime occasioni, si avvantaggia dell’effetto “headnod” che tanto importante risulta in questo tipo di approccio al campionatore.
Ottimo il bilanciamento dei campioni e delle batterie dure e rocciose, che rendono il risultato finale variato e appetibile (soprattutto a chi ama un certo suono classico, dico io).
Ora, per la prova del 9, manca solo una bella serie di beat rappati dalla créme de la créme di Detroit (e Apollo Brown è al lavoro con Slum Village, Guilty Simpson, Invincible, Marv Won etc., oltre a una serie animata della Marvel per Adult Swim).
Se il beat maker saprà confermarsi in questo senso, allora avremo trovato una integrazione-alternativa-aggiunta a Black Milk-DJ Dez-BR Gunna-Ta’raach. Che ci sta sempre bene.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
9:06 AM
16
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
Muxtape,
Recensione,
This Is Hip Hop
venerdì 15 gennaio 2010
Momento Gay
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:28 AM
5
commenti intelligenti
Categorie:
Beef,
Comics and Hip Hop,
Incazzature,
Muxtape,
This Is Hip Hop
venerdì 2 ottobre 2009
Can't Knock the Hustle
E chi se lo immaginava che Jamie Hewlett, oltre ad essere il creatore di Tank Girl e dei Gorillaz, avesse una importante carriera nel design di vibratori? Ovviamente ci sono lavori peggiori, specie sapendo che, con un po' di Google, si scopre che il set completo costa oltre 1600 dollari... Vibrante!
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:27 AM
0
commenti intelligenti
Categorie:
Comics,
Comics and Hip Hop,
Ecchissenefrega,
This Is NOT Hip Hop
mercoledì 19 agosto 2009
Strange Attractors Pt. 1
Come il Punitore, per esempio. Nato (vado a memoria) dalla fantasia dello sceneggiatore Gerry Conway nel periodo della massima diffusione dei film di Charles Bronson e del crack, il Punitore è un personaggio “all American” come la torta di mele e la violenza delle gang.
Ma, sebbene abbia innegabilmente un fascino tutto urbano e antieroico, non ha mai inciso più di tanto nella storia del fumetto, e negli ultimi anni (con la gestione del solito Garth Ennis), al di là della qualità delle storie, è pure scivolato in una dimensione da manufatto culturale perfetto per quelli che Bol Guevara chiamerebbe “cracka ass crackers” (termine dispregiativo per dire bianchi, per i non avvezzi).
Al di là di questo, però, non si può negare come il Punitore abbia esercitato un’attrazione “fatale” nei confronti del mondo hip hop, e che lo abbia fatto soprattutto in maniera trasversale, dall’underground duro e puro al mainstream più ovvio.
Cominciamo dagli esempi più ovvi, anche iconograficamente: non si può non citare l’uomo che si appropriò persino del nome, Christopher Rios aka Big Punisher (poi diventato Big Pun forse per problemi legali con la Marvel, mi dovrei informare), ed Eric B & Rakim, con l’omonimo pezzo The Punisher.
Ma dicono la loro anche Sage Francis (visto più volte negli abiti e pose del giustiziere newyorkese, con stile militaresco e sguardo spiritato da fare invidia ai modelli usati dal copertinista Tim Bradstreet) e Eminem, che, oltre a “rappresentare” più volte il simbolo, da poco è finito addirittura nelle pagine del fumetto, in una joint venture fra Marvel e il magazine XXL.
E poi ci sono le rime dedicate all’uomo col teschio sul petto: dall’ “I’ll blast you like Frank Castle” di Barron Ricks (Tequila Sunrise) all’accostamento Punisher-Terminator di Elzhi, While his dogs put his guns to ya like the Punisher (Motown 25), molti si sono cimentati in omaggi.
Tipo quello ultra-nerd di Last Emperor, Secret Wars pt II, dedicato agli eroi dei fumetti (The military Punisher Big Rock just broke Roadblock's back!), o quello tirato fuori dal (evidentemente) fan Chamillionaire, sia nel diss a Mike Jones (who?), Watch the punisher punish WHO? che in Body Rock (But please, please, don't make the punisher punish ya).
Ora, la mia memoria è debole, ma sono abbastanza sicuro che sia Method Man che Royce the 5’9” abbiano citato il giustiziere Marvel nelle loro rime (e pure più volte). Qualcuno sa aiutarmi?
P.S.: l’immagine che apre il post è tratta dall’annual 1 di Punisher, disegnato dagli amici Werther Dell’Edera e Antonio Fuso. E spacca forte.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:40 AM
0
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
This Is Hip Hop
martedì 23 giugno 2009
Momento di Autopromozione
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
11:31 AM
4
commenti intelligenti
Categorie:
(Auto)Tributo,
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
New Shit,
This Is Hip Hop
sabato 20 giugno 2009
Ghostface a Fumetti
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:47 AM
7
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Links e Cazzate Varie,
New Shit,
This Is Hip Hop
martedì 2 giugno 2009
Chase Tafoya
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:16 AM
0
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
Links e Cazzate Varie,
This Is Hip Hop
lunedì 11 maggio 2009
WTF 4
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:42 AM
3
commenti intelligenti
Categorie:
Beef,
Comics and Hip Hop,
Haterama,
Incazzature,
New Shit,
This Is Hip Hop,
This Is NOT Hip Hop
mercoledì 8 aprile 2009
Jank!
Una mia intervista del 2006 a Jeff Jank, deus ex machina della grafica Stones Throw e grande a tutto tondo. L'intervista era su Comics Code, ma il sito è giù, al momento. Torna, promesso.Ciao Jeff. Molti dei nostri lettori potrebbero non essere troppo informati sul tuo lavoro. Vuoi presentarti?
Vivo a Los Angeles, e per metà del mio tempo disegno: nell’altra metà sono art director di una etichetta discografica. Queste cose si sovrappongono, ovviamente.
Mi chiamo Jeff Jank. Questo non è il mio vero nome. La storia del mio nome è lunga e super noiosa, per cui mentirò e dirò che questo è il nome che mi ha dato la C.I.A. per proteggere la mia vera identità.
Quando è che per la prima volta ti sei interessato all’illustrazione e quando hai deciso di diventare un illustratore professionista?
Per strano che ti possa sembrare, di solito rimango sempre sorpreso quando qualcuno si riferisce a me come ad un illustratore, anche se questo è quello che faccio abbastanza spesso nel mio lavoro giornaliero. Sebbene disegnare sia sempre stata una delle mie principali attività sin da quando ero bambino, mi sono trovato a fare questo lavoro tramite giri vari, per fortuna o per incidente. Ci sono così tanti illustratori migliori di me che sono obbligato a trovare la mia nicchia per ogni progetto da illustrare.
Quali sono le tue influenze? Ci sono influenze che magari la gente non individuerebbe immediatamente?
I films, quelli francesi, italiani, americani, più o meno l’intera storia del cinema ha una certa influenza su quello che faccio, direttamente o indirettamente. Comunque, non sono mai stato un fan dei cartoni animati. C’è un ombrello di circa 20 o 30 artisti dei quali torno sempre a leggere o ripassare il lavoro - Marcel Duchamp, Goya, Raymond Pettibone, Francis Bacon – sono influenzato da loro. E sono influenzato dalle belle ragazze.
Come sei entrato in contatto con la Stones Throw?
Conosco Chris (Peanut Butter Wolf), il fondatore, da un sacco di tempo. Anni prima che ci fosse la Stones Throw abbiamo lavorato a progetti musicali o legati alla musica insieme. La gente vede Chris (solo) come DJ o produttore discografico ma per me, un suo grande talento è quello di attirare un sacco di persone creative nei suoi affari e nella sua sfera sociale per lavorare insieme su vari progetti. Ecco perché sono qui ed ecco perché questa etichetta esiste. Il manager dell’etichetta Egon ed io abbiamo iniziato a lavorare (alla Stones Throw) più o meno nello stesso periodo, per cui gestivamo l’etichetta in tre da casa. L’ho sempre visto, più che come un lavoro, come un progetto creativo a lungo termine.
I dischi della Stones Throw hanno una forte identità musicale. Come ti avvicini alla realizzazione e nel design delle confezioni dei CD e dischi?
In maniera diversa ogni volta. Non faccio tutte le diverse confezioni. Su alcune di esse lavoro insieme ad altri artisti, e non mi immischio proprio in un paio di esse. Nelle confezioni che faccio, la cosa su cui punto l’attenzione è sempre la musica stessa e la personalità degli artisti. Non cerco di dare ai dischi una identità Stones Throw pre-determinata. Alcune copertine sono disegnate, alcune basate su foto, eccetera.
Passi senza sforzo da un approccio molto “grafico” (come le copertine di Quasimoto) ed uno stile di design più “ufficiale” (come il progetto Madlib Invades Blue Note). Hai un tuo stile preferito?
Mi piacciono di più i disegni abbozzati di Quasimoto. Anche se non hanno nessuna uniformità. Ho cercato di renderli un po’ più uniformi, ma in realtà non sono abbastanza disciplinato per farlo. C’è una fiera tradizione di un modo di illustrare che sembra amatoriale nella musica hip hop – le copertine disegnate negli anni ’80 per Scholly D ed i Digital Underground ne sono perfetti esempi.
La copertina del disco di Madlib per la Blue Note è stata divertente, perché mi ha dato l’occasione di impiegare quello stile classico a là Reid Miles che tante persone hanno poi duplicato, ma sempre per dischi che non sono di jazz, e mai della Blue Note. Sebbene mi piaccia impiegare un sacco di disegni rozzi e carta sporca e macchiata per i dischi di Madlib, in realtà sono un fanatico dei packages eleganti e non “pieni”, con una tipografia di classe.
Hai creato l’immagine grafica di Quasimoto: come è avvenuto? Hai avuto qualche suggerimento da Madlib?
Ho adattato l’immagine dopo che era stata inizialmente creata da Keith Beats aka DJ Design, che è anche lui un vecchio amico. Ha disegnato tre di quei tizi in colori diversi per un vecchio singolo di Quasimoto. Mi ricordo che mi disse che essi rappresentavano i tre membri dell’altro gruppo di Madlib, i Lootpack. Era una copertina così strana che mi ispirò a continuarla. Quando Madlib ha registrato la canzone Bad Character, ho usato uno di quei tre personaggi per rappresentare la parte di teenager cattivo di cui parla nella canzone. Quas, come alias di Madlib, è in realtà “the unseen” (il non-visto, N.D.T.) rappresentato dalla spettrale figura che si vede guidare la Cadillac in copertina – lo spettatore non avrebbe proprio dovuto vedere Quasimoto. È stato il pubblico ad identificare il personaggio peloso con Quasimoto stesso, e nelle uscite successive abbiamo continuato in quella direzione.
Madlib non ha avuto nessun input diretto sui disegni dal punto di vista verbale, ma la musica è un’influenza diretta su tutto. Mi sono identificato con il senso dell’umorismo e quel senso di alienazione suburbana della musica del primo album, e i problemi frenetici ed adulti del secondo album.
Sei coinvolto anche in progetti musicali (Captain Funkaho, per esempio). Perché pensi che così tante persone che lavorano nel campo dell’ilustrazione hanno un forte interesse per la musica?
Tutto riguarda l’espressione – scrivere, la musica, il disegno, etc. Non sono campi così separati come a volte sembra.
Qual è la tua cover preferita, fra quelle tue? E quella che ti piace di meno?
A Lil’ Light di Dudley Perkins è una delle mie preferite, ed intendo tutto il packaging e non solo la cover. Ha quella semplice silhouette, la carta strappata, le pagine del mio diario, il fermo immagine di un film, un po’ di computer graphic design, ed un paio di foto. Penso che siano tutti elementi appropriati per il disco, ed è esattamente quello che associavo all’album.
Le cose che mi piacciono di meno sono di solito uno o due dettagli di un design o di una illustrazione. Che tendono a tenermi sveglio la notte ed a infastidirmi più a lungo di quanto dovrebbero.
Sappiamo che non ti interessi più ai fumetti. Ti ricordi quale è stato l’ultimo fumetto che hai letto?
Mi sono sempre piaciuti i fumetti, ma i miei interessi cambiano. Ho letto i fumetti underground degli anni ’70 prima dei supereroi. Ho disegnato la mia serie di Star Wars perché volevo partecipare al mio. Anche a quell’età, comunque, non separavo l’aspetto grafico dallo storytelling – è tanto una questione di idee e storytelling quanto lo è di illustrazione. Mio padre aveva una società che installava i pannelli solari nelle case dei privati e disegnava fumetti di lui e dei propri collaboratori che andavano nelle case dei clienti e distruggevano tutti e poi pisciavano dai tetti. L’ho aiutato a realizzare alcuni di questi fumetti. È un buon modo di imparare i fumetti da bambino, facendoli. Poi mi sono appassionato ai fumetti underground negli anni ’90, autori come Dame Darcy. Mi piacevano tantissimo, quei fumetti, ma riuscivo a leggerli raramente. Mi piacciono se sono bellissimi graficamente, o se sono molto divertenti.
Oh, e per rispondere alla tua domanda, non ricordo l’ultimo fumetto che ho letto.
Vuoi dirci qualcosa dei tuoi personaggi fumettistici Hookie and Baba?
Ho iniziato a disegnare Hookie and Baba come modo di scaricare tutta la mia frustrazione di vivere in una grande scatola di cemento a Oakland. Formato fisso: 5 vignette, disegnate velocemente, con il risultato della vignetta 5 a me ancora sconosciuto quando sono a pagina 1-2. Facevo in modo che uno dei due invariabilmente sabotasse, imbrogliasse o uccidesse l’altro, ma ho rilassato un po’ la regola. Mi hanno influenzato Spy Vs Spy, i Freak Bros, e le strips brevi e zozze di Ivan Brunetti. Ed anche da Carter del mio amico Scott Crackrock, un fumetto autoprodotto che faceva in Florida. Carter mi ha insegnato la gioia di un fumetto senza battuta finale… e senza scopo, per altro.
Ci sono speranze per la raccolta in volume di Hookie and Baba?
Hookie and Baba è fatto strettamente in fotocopia e distribuito a mano. Non vorrei nessun altro modo – sarebbe una cosa troppo compromettente, quando parteciperò alle elezioni per essere Presidente nel 2016.
Quali sono i tuoi progetti attuali?
Attualmente sto mettendo a punto un piano per fare il doppio delle copertine per la Stones Throw dell’anno scorso, ma in metà tempo. Non so ancora come fare, ma ci sto lavorando.
La classica domanda che facciamo sempre: quali sono, secondo te, le tre opere che un appassionato di fumetti dovrebbe assolutamente leggere?
La Bibbia, Le Storie di Erodoto e qualcosa di Kirby o Crumb.
E, vista la tua relazione con la Stones Throw, quali sarebbero i tre dischi che un vero appassionato di hip hop dovrebbe avere?
Due copie di Super Duck Breaks, ed una terza di scorta.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:50 AM
3
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Droppin' Knowledge,
Intervista,
This Is Hip Hop
sabato 7 marzo 2009
Carhartt
Due campagne recenti impiegano due pesi massimi come l'immenso Dave Johnson (vedi le cover di 100 Bullets) e Mark Chiarello (vecchia volpe del comicdom e colorista d'eccezione di Mignola).
Complimenti per il buon gusto!

Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:24 AM
4
commenti intelligenti
Categorie:
Comics,
Comics and Hip Hop,
Ecchissenefrega,
This Is Hip Hop
mercoledì 11 febbraio 2009
Serve Or Suffer
Chi lo ha detto che la Marvel d'annata è roba solo per Steve Rude o MF Doom?
Fattore nerd? 10+.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:11 AM
0
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Diggin' in da Crates,
This Is Hip Hop
venerdì 21 novembre 2008
Break the Chain
Ci fu un periodo in cui KRS-One si era lanciato nel campo dei fumetti. Il rapper del Bronx si era messo insieme a Marshall Chess (figlio del fondatore dell’omonima, storica etichetta), e soprattutto insieme a quel genio di Kyle Baker, per realizzare Break the Chain, un fumetto che non fu molto fortunato (per maggiori informazioni vedete qui, un’intervista che feci a suo tempo a Baker). Di quel periodo (stiamo parlando del 1994) ci restano il numero uno di Break the Chain (Marvel) e il video di sopra, un reperto di cui non conoscevo l’esistenza e che vale solo per la soddisfazione di vedere Kyle Baker animato.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:14 AM
4
commenti intelligenti
Categorie:
Comics and Hip Hop,
Diggin' in da Crates,
Droppin' Knowledge,
Links e Cazzate Varie,
This Is Hip Hop,
Video
mercoledì 5 novembre 2008
Guest Post.
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:55 AM
1 commenti intelligenti
Categorie:
(Auto)Tributo,
Comics and Hip Hop,
Diggin' in da Crates,
Droppin' Knowledge,
This Is Hip Hop
sabato 1 novembre 2008
Lucca e Vanità
Qualcuno pensò perfino che fossi un parvenu dell’ultimo minuto che saltava sul carro dell’hip hop, haha…
La trovate qui, in inglese.
P.S.: passando a infantilismi seri, invece, sarò a Lucca con il libro su Dave Gibbons in collaborazione con smoky man (Coniglio Editore), la prefazione di Madadh di DeStefanis e AAVV (Cut-Up) e, chissà mai, con la traduzione di Sentenze di MF Grimm (Vertigo/Planeta DeAgostini)...
Sent from
Antonio
's iPhone n the Ghetto, at
8:02 AM
9
commenti intelligenti
Categorie:
(Auto)Tributo,
Comics and Hip Hop,
Ecchissenefrega,
Links e Cazzate Varie,
This Is Hip Hop
































