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giovedì 20 maggio 2010

Chiuso per Bristol

A lunedì. Come se avessi tanto da dirvi… Intanto io però mi godo la Comicon di Bristol.

mercoledì 21 aprile 2010

Guess Who's Bizzack?

Rieccomi. Era da un sacco di tempo che non ci mettevo tre settimane ad aggiornare il blog (e allora avevo motivi più seri). È che sto scrivendo tanto, e non è di argomento reppuso. Sono alle prese con un libro di taglio fumettistico, di cui per ora non posso dire altro.
Ma se mi conoscete, e soprattutto se conoscete la mia ossessione per determinati argomenti, qualche idea magari ce l'avete. Sul mio facebook ho anche lasciato qualche sibillino indizio, ma per ora non posso sbilanciarmi ulteriormente.
In più qualcosa bolle in pentola anche sul fronte del rap, ma se ne parla più avanti.
La prossima volta che torno sarà con delle novità, promesso.

mercoledì 7 aprile 2010

Millar, McNiven - Nemesis 1

Nemesis 1, di M. Millar (testi) & S. McNiven (disegni), Icon/Marvel, 2.99$

Qualcuno potrebbe pensare che questo post sarà astioso perché nella preistoria (stiamo parlando di quando esisteva la Factory), avevo un progetto dal titolo Nemesis con Emiliano Longobardi e lo straordinario Carmine di Giandomenico. Progetto che ovviamente non andò da nessuna parte (ricordo ancora le parole di Fanucci: “Bello, ma noi non crediamo nei fumetti.” Un preveggente: era il 1995-96, mi pare, ma posso sbagliarmi).
No, questo post sarà astioso (anche se astioso è una parola grossa) perché disprezzo profondamente il modo di raccontare di Mark Millar.
Nemesis, l’ultima fatica dello sceneggiatore scozzese, è infatti l'ennesima “millarata” di uno sceneggiatore che, prima che un narratore, sembra un abile calcolatore. Quando Millar scrive, la sensazione è che prima di tutto si preoccupi di adocchiare un target, poi si incarichi di sollazzarlo adeguatamente a colpi di “minimo comun denominatore”, e poi magari pensi anche alla storia.
Purtroppo, per un caso legato alla sincronicità tanto cara al suo (ex) amico Morrison, questo è l’approccio che sembra pagare di più al momento e quindi Millar ce lo dovremmo tenere per un bel po’ di tempo, credo.
Nemesis sembra un incrocio fra Wanted e Grendel, e, al di là di tutto l'hype del caso (vedi strillo in copertina con arruffianamento a Kick Ass), arriva buon ultimo, senza per altro tentare di rigirare le cose in maniera più di tanto originale. Il personaggio omonimo è una sorta di Batman al contrario, un genio che invece di combattere il crimine diventa un super-criminale (ripeto, Matt Wagner lo aveva fatto secoli fa, e, a quanto è dato vedere nel numero 1 in questione, molto meglio), e la trama di un super-decompresso che a paragone Bendis diventa Alan Moore.
Per capirci, non svelo nulla a dire che quello che accade nel primo numero è: Nemesis uccide un commissario di polizia in Asia (capiamo che lo fa routinariamente) e poi sfida il capo della polizia di Washington D.C., che, sorpresa sorpresa, forse ha qualcosa in comune con lui. Tutto il resto, per dirla con Roberto Recchioni, sono “nani in fiamme”, che allungano il brodo a dismisura e basta, a mio parere. Ma la storia? Che vuole raccontare, il nostro Millar?
L’approccio widescreen (anche qui, viva l’originalità) renderà Nemesis il fumetto preferito di chi non sa nulla di fumetti, e sicuramente ci scapperà una opzione per Hollywood, che se trova sulla propria strada roba predigerita è più contenta.
A me personalmente, Nemesis non ha lasciato nulla: non un guizzo, una battuta non prevista, una caratterizzazione meno scontata di quelle dei film d’azione di oggi. Anzi no, non voglio essere troppo ingeneroso. Un paio di momenti carini ci sono, e Steve McNiven, quando non si impigrisce troppo (e capita spesso: tante pagine sono veramente tirate via), fa una bella figura (anche se i colori troppo saturati non gli rendono un gran servizio). Per il resto, postfazione autoindulgente di Millar inclusa, per me Nemesis sembra l'ennesimo prodotto (senza virgolette) inutile.
Sembrano lontani i tempi in cui almeno il buon Mark fingeva di essere controverso: oggi, al massimo, punta agli hipster. A ognuno il suo.

P.S.: avrei potuto sbizzarirmi in paragoni Millar-Lil’ Wayne, ma ve li risparmio. Alla fine, onestamente, Millar conosce il proprio mestiere, almeno quello gli va riconosciuto. Anche se…


venerdì 26 marzo 2010

R.I.P.

Esattamente un anno fa, parlando con Pat Mills, venni a sapere che John Hicklenton era malato. Pat mi disse che gli restava poco da vivere e che su Hicklenton e sulla sua odissea contro la sclerosi multipla era stato fatto anche un documentario di forte impatto emotivo, che aveva commosso l'Inghilterra.
Pat, collaboratore e amico di lunga data, era un grande estimatore delle capacità del disegnatore, ovviamente.
Insieme, ci dicemmo che, quando John fosse morto, anche molti altri lo sarebbero divenuti. Ebbene, il giorno della controprova è arrivato. John Hicklenton è morto, a soli 42 anni.
Hicklenton era uno dei disegnatori più violenti e viscerali mai visti nel mondo del fumetto, una potenza devastante che fa impallidire il più trucido Heavy Metal (nel senso di musica, ma anche rivista).
Peccato che in Italia non si sia visto praticamente nulla (a parte un Punitore su Marvel Magazine, nella preistoria).
R.I.P., John.


venerdì 19 marzo 2010

Io e Pete

Nel 1993 non riuscii ad andare a vederlo a Lucca Comics. Dopo 18 anni, il cerchio è completo. O meglio, mi manca solo Grant (cui ho già stretto la mano a Bristol nel 2004, comunque).


mercoledì 17 marzo 2010

Criptico

Chi ha letto la postfazione di Rogan Gosh può immaginare dove siamo e cosa sia la casa a sinistra (anche se già un aiutino ve l'ho dato)...

venerdì 12 marzo 2010

Milligan!

Comunicato stampa (e biografia scritta da me). Se siete a Terni, questo sabato, fatevi vedere. Mi trovate alle signing sessions di Milligan e Erskine. Sono quello ciccione con gli occhiali e il pizzetto. Inutile dire che Peter Milligan è uno dei miei sceneggiatori preferiti (il secondo) e che il buon Milligan è uno degli autori di fumetti più importanti degli ultimi 30 anni. Difficilmente gli viene riconosciuto quel ruolo di plasmatore dello stile Vertigo di cui invece bisognerebbe dargli pieno credito...


Dopo l'accoppiata Pat Mills-Kevin O'Neill che ha nobilitato la prima edizione di Fumetterni, il dinamico trio Nicola Peruzzi, smoky man & Antonio Solinas va ancora in missione in terra d'Albione e per il 2010 porta a Terni un altro degli autori di riferimento dei comics degli ultimi vent'anni: (rullo di tamburi)

PETER MILLIGAN!!!


Chi è PETER MILLIGAN?
Peter Milligan è uno sceneggiatore britannico che inizia la carriera nei primi anni ‘80 sulla storica rivista inglese 2000AD. È del 1986 la prima serie da lui concepita, Bad Company, disegnata da Brett Ewins e Brendan McCarthy ed accolta da un ottimo successo di critica e pubblico.
La prima apparizione sul mercato americano di Milligan (e dei compari Ewins e McCarthy) avviene con l’antologia Strange Days per la Eclipse Comics. Una delle serie di Strange Days, il psichedelico Paradax, poi riproposta dalla Vortex nel 1987, è considerata capostipite di certo approccio supereroistico tipicamente britannico.
Dopo un periodo passato a scrivere per il mercato inglese (fra cui l’ottimo Hewligan’s Haircut con Jamie Hewlett), nel 1989 Milligan pubblica il primo lavoro per la DC Comics, la mini di sei Skreemer, disegnata da Brett Ewins e Steve Dillon, una gangster story apocalittica e nerissima che è stata ristampata successivamente in volume per la Vertigo.
Da quel momento, Milligan si divide fra il mercato britannico e quello americano.
Skin, del 1990, con Brendan McCarthy, racconta la storia di un giovane skinhead focomelico negli anni ‘70 a Londra, e i suoi tentativi di affrontare con la sua disabilità e il mondo in generale. Inizialmente censurata, Skin, pubblicata poi dalla Tundra, resta un’opera potente e acclamata.
Nel 1990 Milligan rinnova il personaggio di Shade, The Changing Man, trasformando le iniziali idee di Steve Ditko in una cavalcata psichedelica nel cuore marcio dell’America capitalista. Con Shade, Milligan (insieme ad altri scrittori britannici come Grant Morrison, Alan Moore e Neil Gaiman) contribuisce a creare quello stile introspettivo e lirico che poi verrà identificato come “stile Vertigo” (dal nome dell’etichetta adulta della DC Comics che ha raccolto alcuni dei titoli fumettistici più interessanti degli ultimi venti anni).
Nel 1991 Milligan si assume il problematico compito di seguire a Morrison come sceneggiatore di Animal Man, e debutta nel mainstream supereroistico diventando lo scrittore regolare di Batman in Detective Comics. A Milligan viene dato credito di avere avuto l’idea originale per lo storico crossover Knightfall, in cui a Batman veniva spezzata la schiena.
Nel 1993, scrive per la Vertigo il capolavoro assoluto Enigma, disegnato da Duncan Fegredo, e in coppia con Ted McKeever crea The Extremist.
Durante il resto degli anni '90, scrive progetti propri come gli ottimi Face e Girl (in coppia con Fegredo), The Eaters (con Dean Ormston) e Egypt (con Glyn Dillon e Roberto Corona).
Nel 1996 esce per la Vertigo il volume di Rogan Gosh, disegnato da Brendan McCarthy, in precedenza presentato a puntate sulla britannica Revolver.
The Human Target per la Vertigo rappresenta un parziale cambio di rotta rispetto a certi esperimenti più sperimentali, e gli vale una certa notorietà, che lo porta nel 2001 a prendere le redini della testata mutante Marvel X-Force. Sotto la guida di Milligan e del disegnatore Mike Allred, X-Force diventa molto più satirica e assume toni da commedia dark. Col numero 129, la serie cambia nome in X-Statix, spingendo l’acceleratore sulla critica alla “società dello spettacolo” supereroistica. X-Statix diventa un piccolo caso editoriale con la censura di una storyline con protagonista il ritorno della principessa Diana Spencer (idea resa nota alla stampa e foriera di forti controversie), e chiude col numero 26.
Ultimamente, Milligan ha scritto The Programme per la Wildstorm, è stato lo sceneggiatore di X-Men nel 2005 (numeri 166-187) ed ha sceneggiato la serie regolare di Human Target.
Le sue ultime, apprezzate opere sono Sub-Mariner: The Depths per la Marvel e Greek Street con l’italiano Davide Gianfelice per la Vertigo.
Oltre che come scrittore di fumetti, Milligan lavora come sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Ulteriori info biografiche: http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Milligan
Bibliografia: http://comicbookdb.com/creator.php?ID=1500


martedì 9 marzo 2010

The C**t Reinassance

Coloro che seguono il blog di frequente si saranno accorti che non sono in una fase di particolare smalto.
Se a qualcuno può fregare, il tempo è poco e la voglia meno.
Segnalo solo un paio di cosette online che, in maniera diretta o indiretta, solleticano la mia vanità.
La prima è la menzione dell'ottimo Luigi Siviero nei confronti del fumetto su G.G. Allin realizzato in combutta con il divino Marco Corona (sulla Guida Illustrata al Rumore Più Atroce e qui), che ovviamente mi fa molto piacere.
La seconda cosa che mi fa piacere rilevare è che Combat Jack ci azzecca ancora.
La terza segnalazione (al buio, non l'ho ancora sentito) è per Danny Brown e il suo Detroit State of Mind 4.

P.S.: la foto non c'entra nulla col post, ma col titolo sì.


giovedì 11 febbraio 2010

Fumetterni: Peter Milligan (Comunicato Stampa)

Dopo l'accoppiata Pat Mills-Kevin O'Neill che ha nobilitato la prima edizione di Fumetterni, il dinamico trio Nicola Peruzzi, smoky man & Antonio Solinas va ancora in missione in terra d'Albione e per il 2010 porta a Terni un altro degli autori di riferimento dei comics degli ultimi vent'anni: (rullo di tamburi)
PETER MILLIGAN!!!

E le sorprese non sono finite qui. Stay tuned!



Chi è PETER MILLIGAN?
Peter Milligan è uno sceneggiatore britannico che inizia la carriera nei primi anni ‘80 sulla storica rivista inglese 2000AD. È del 1986 la prima serie da lui concepita, Bad Company, disegnata da Brett Ewins e Brendan McCarthy ed accolta da un ottimo successo di critica e pubblico.
La prima apparizione sul mercato americano di Milligan (e dei compari Ewins e McCarthy) avviene con l’antologia Strange Days per la Eclipse Comics. Una delle serie di Strange Days, il psichedelico Paradax, poi riproposta dalla Vortex nel 1987, è considerata capostipite di certo approccio supereroistico tipicamente britannico.
Dopo un periodo passato a scrivere per il mercato inglese (fra cui l’ottimo Hewligan’s Haircut con Jamie Hewlett), nel 1989 Milligan pubblica il primo lavoro per la DC Comics, la mini di sei Skreemer, disegnata da Brett Ewins e Steve Dillon, una gangster story apocalittica e nerissima che è stata ristampata successivamente in volume per la Vertigo.
Da quel momento, Milligan si divide fra il mercato britannico e quello americano.
Skin, del 1990, con Brendan McCarthy, racconta la storia di un giovane skinhead focomelico negli anni ‘70 a Londra, e i suoi tentativi di affrontare con la sua disabilità e il mondo in generale. Inizialmente censurata, Skin, pubblicata poi dalla Tundra, resta un’opera potente e acclamata.
Nel 1990 Milligan rinnova il personaggio di Shade, The Changing Man, trasformando le iniziali idee di Steve Ditko in una cavalcata psichedelica nel cuore marcio dell’America capitalista. Con Shade, Milligan (insieme ad altri scrittori britannici come Grant Morrison, Alan Moore e Neil Gaiman) contribuisce a creare quello stile introspettivo e lirico che poi verrà identificato come “stile Vertigo” (dal nome dell’etichetta adulta della DC Comics che ha raccolto alcuni dei titoli fumettistici più interessanti degli ultimi venti anni).
Nel 1991 Milligan si assume il problematico compito di seguire a Morrison come sceneggiatore di Animal Man, e debutta nel mainstream supereroistico diventando lo scrittore regolare di Batman in Detective Comics. A Milligan viene dato credito di avere avuto l’idea originale per lo storico crossover Knightfall, in cui a Batman veniva spezzata la schiena.
Nel 1993, scrive per la Vertigo il capolavoro assoluto Enigma, disegnato da Duncan Fegredo, e in coppia con Ted McKeever crea The Extremist.
Durante il resto degli anni '90, scrive progetti propri come gli ottimi Face e Girl (in coppia con Fegredo), The Eaters (con Dean Ormston) e Egypt (con Glyn Dillon e Roberto Corona).
Nel 1996 esce per la Vertigo il volume di Rogan Gosh, disegnato da Brendan McCarthy, in precedenza presentato a puntate sulla britannica Revolver.
The Human Target per la Vertigo rappresenta un parziale cambio di rotta rispetto a certi esperimenti più sperimentali, e gli vale una certa notorietà, che lo porta nel 2001 a prendere le redini della testata mutante Marvel X-Force. Sotto la guida di Milligan e del disegnatore Mike Allred, X-Force diventa molto più satirica e assume toni da commedia dark. Col numero 129, la serie cambia nome in X-Statix, spingendo l’acceleratore sulla critica alla “società dello spettacolo” supereroistica. X-Statix diventa un piccolo caso editoriale con la censura di una storyline con protagonista il ritorno della principessa Diana Spencer (idea resa nota alla stampa e foriera di forti controversie), e chiude col numero 26.
Ultimamente, Milligan ha scritto The Programme per la Wildstorm, è stato lo sceneggiatore di X-Men nel 2005 (numeri 166-187) ed ha sceneggiato la serie regolare di Human Target.
Le sue ultime, apprezzate opere sono Sub-Mariner: The Depths per la Marvel e Greek Street con l’italiano Davide Gianfelice per la Vertigo.
Oltre che come scrittore di fumetti, Milligan lavora come sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Ulteriori info biografiche: http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Milligan
Bibliografia: http://comicbookdb.com/creator.php?ID=1500


mercoledì 10 febbraio 2010

Filthy Like Train Station Toilettes...

Uno degli esempi più fulgidi di design fumettistico evar...
Ma secondo voi sarò un attimo ossessionato?


martedì 10 novembre 2009

Subliminal

Scusate, non ho voglia di scrivere di hip hop, in questo periodo. Torno presto con qualche pezzo nuovo. Intanto beccatevi questa immagine subliminale...

giovedì 29 ottobre 2009

Lucca

Venerdì, sabato e domenica sono a Lucca Comics. Ci si vede in giro. A meno che non siate cosplayers. In quel caso non vi fate vedere, grazie.


venerdì 2 ottobre 2009

Can't Knock the Hustle

E chi se lo immaginava che Jamie Hewlett, oltre ad essere il creatore di Tank Girl e dei Gorillaz, avesse una importante carriera nel design di vibratori? Ovviamente ci sono lavori peggiori, specie sapendo che, con un po' di Google, si scopre che il set completo costa oltre 1600 dollari... Vibrante!

sabato 26 settembre 2009

Marvel Zombies

mercoledì 23 settembre 2009

Continuity

Mentre Grant Morrison correva per Glasgow fasciato dal proprio vestitino da Flash, io salvavo Castelsardo da terribili mostri, nel mio vestito da GiantMan (o Golia, come negli albi Corno) fatto da mia madre... Qualcuno potrà dire che era destino.


lunedì 7 settembre 2009

Letture Estive IV

Azzarello, Risso & co. - 100 Bullets vol 13: Wilt

Attenzione: senza spoiler!
Devo dire che l’ultima pagina del volume, con quella Pietà michelangiolesca rovesciata a simboleggiare un finale mai così chiuso eppure aperto, mi ha lasciato un po’ deluso. Ma tant’è. Non è da lì che si misura la grandezza di un fumetto, e soprattutto di una saga durata 100 numeri (come il titolo) e 13 volumi (come il ricorrente XIII).
C’è poco da dire: 100 Bullets è un capolavoro, anzi IL capolavoro del genere noir a fumetti, che la serie trascende con facilità per entrare nell’olimpo dei comics. A livello seriale (ma non solo), una delle cose migliori che si siano mai viste (e lette).
Azzarello, nonostante alcune (volute?) mancate spiegazioni (non ultimo il finale) e qualche piccola contraddizione, resta un maestro del ritmo e dei dialoghi, così rifiniti e limati da risultare realistici quando invece si tratta di pura astrazione (vedi lo spacciatore che dice "Coo-Mo-Dee" per dire "cool"), un parossistico, gigantesco gioco di parole che fa venire il mal di testa ai traduttori (anche a me) e che non mancherà di creare grattacapi al mio amico Tommy Destefanis, se il buon giorno (Pippen) si vede dal mattino...
In questo senso, il gigantesco gioco di incastri (anche verbali) e di rimandi (anche verbali) assume finalmente la consistenza palesata in precedenza, come una macchia di sangue che si rapprende e che crea giochi di riflessi tanto apprezzabili quanto morbosi. Inutile dire che il colore che domina è quello del sangue dei protagonisti, che scorre a fiumi durante tutte le abbondanti pagine della raccolta e che, come sempre quando si tratta dell’Azzarello di 100 Bullets presenta una serie di colpi di scena e capovolgimenti di fronte difficilmente (per fortuna) adattabili come film. Nell’ultimo volume c’è (letteralmente) tutto il distillato del nostro essere umani: sangue, sudore, lacrime, sputo, sperma, piscio, merda.
Se Azzarello spesso si supera, specularmente non è da meno il compare Risso, che si alterna fra virtuosismi grafici e momenti quasi “espressionistici”, in cui anche l’anatomia (di solito punto di forza dell’asso argentino) viene piegata a esigenze “di pancia”, quando necessario. E se ogni tanto, come di prammatica, fanno capolino i modelli dichiarati (Miller, Munoz) in molti momenti l’uso della china e dei colori cupi della Mulvihill richiamano influenze diverse e poco identificabili (per dire, a volte gli sfondi sembrano quasi “francesi”, non sembri una bestemmia). Nell’ultimo volume, tante scelte di storytelling, sia a livello meramente grafico che di composizione e narrazione, sono azzeccatissime. Le inquadrature (vedi quella della tossica che non aspettava il figlio, straordinaria) sono sempre on point (word to House of Pain) e riescono a coniugare tecnica ed effetto, merito soprattutto di Risso.
In questo senso, l’enorme affresco a quattro mani (e l’ultimo volume è solo una conferma) non fa che confermare la capacità del duo di analizzare le miserie e i trionfi umani dovuti alle scelte che si fanno quotidianamente. Non scopro niente di nuovo se parlo dell’amalgama della coppia, che spesso sembra lavorare in automatico, ma non posso fare a meno di meravigliarmi ogni volta del risultato (fantastico). 100 Bullets è finito, viva 100 Bullets.

sabato 27 giugno 2009

GUIDA ILLUSTRATA AL FRASTUONO PIU' ATROCE

È appena uscito. Per gli amanti del frastuono più atroce (quello migliore). Nella “guida”ci sono anche io, in coppia con lo splendido Marco Corona ai disegni. Alle date del tour non partecipo, ma ve le segnalo lo stesso. Se potete compratelo, non è il solito fumettino ecumenico.

Mercoledì 1 Luglio - 66 al pratello - Bologna (dalle 20:00)

Giovedì 2 luglio - XM 24, via Fioravanti, 24 - Bologna (dalle 20:00)
Venerdì 3 luglio - Vapian, via Santa Croce, 16 - Bologna (dalle 20:00)
Sabato 4 luglio - Tagofest - Marina di Massa
Domenica 5 luglio - Tagofest - Marina di Massa
Giovedì 9 luglio - Maddaloni (CE)
Venerdì 10 luglio - Libreria Perditempo, via San Pietro a Maiella - Napoli

domenica 14 giugno 2009

Sensibilità Bis

Di nuovo un momento sensibile a là Vives. Un grazie per il disegno al mitico Sean Phillips.


venerdì 12 giugno 2009

You Ni**as Are So Emotional, You Remind Me of My Bitch

Come direbbe Giorgetto Santucci, la sensibilità è tutto. Almeno nel fumetto italiano, dove i “sensibili” abbondano. È il caso, per esempio, dell’ultimo enfant prodige del fumetto francese, Bastien Vives, che pubblica la sua sensibile arte sul web e su riviste come ANIMAls della Coniglio Editore.
E siccome mi sento sensibile anche io, a fare delle cose cariche di sensibilità. Capitemi.





Fra parentesi, i Random Axe spaccano tutto veramente. Sentitevi Monster Babies, e ditemi. Che sensibilità!


sabato 2 maggio 2009

È Uscito

Mi fa un po' strano dirlo, ma il "mio" 100 Bullets è uscito.

EDIT: pare non mi abbiano accreditato...