domenica 22 novembre 2009

Growing Pains

http://www.theroot.com/print/29227
Noz è un acutissimo osservatore della scena hip hop (anche se ha gusti spesso discutibili, a livello strettamente musicale, devo dire) e in questo pezzo fa un’analisi importantissima delle mancanze della cosiddetta “critica” nei confronti dei rappers. Ovvero che i rappers “adulti” sono tali (e considerati tali, soprattutto) solo per l’assenza di immaturità. Il senso è che non sono considerati adulti per quello di cui rappano, bensì per quello di cui NON rappano. L’esempio preso da Noz è Jay-Z che non parla più di vendere droga, vero, ma è ugualmente superficiale nel trattare il proprio nuovo livello di “hustleraggio” (moda, soldi, business). Questo formalizza e focalizza ciò che in questo blog si è detto spesso, a partire dal sacrosanto commento di quel lettore che (parafraso) una volta disse che se cercava maestri di vita poteva anche evitare di rivolgersi ai rappers (Magic Johnson, non ti aspettavi di arrivare a essere inglobato come spunto di un mio post, eh?), e alla fine della fiera, anche dando uno sguardo alle miserie nostrane, mi fa sorgere una domanda: Ma cosa è che rende un rapper maturo?
Io alcune risposte ce le ho (a partire da uno che prende sul serio il proprio lavoro di “animale rimatore”), ma prima di pontificare vorrei sentire le vostre.


49 commenti:

Marty aka Marty Mcfly ha detto...

Bè, dopo la prima fase da ragazzino con la w sull'astuccio, nella quale mi sentivo un soldato del ghetto, ho velecemente preso le distanze dai contenuti.

Diciamocelo, gli mc sono dei garzoni dell'intelletto.

E' musica, va presa come tale, senza chiedergli o meglio attribuirgli significati troppo ridondanti.

Mi leggo un libro di Philip Roth se voglio capire gli Stati Uniti, non me lo faccio certamente spiegare da Krs One. (ancor meno da Gucci Mane)

Marty aka Marty Mcfly ha detto...

senza chiedergli o meglio attribuirgli = chiederle o attribuirle

Al posto di dipingere la w sull'astuccio avrei fatto meglio a seguire la prof di italiano.

Antonio ha detto...

Beh, il discorso dei garzoni dell'intelletto va preso con le molle, nel senso che capisco ciò che vuoi dire, ma se Edward Bunker può passare dalla strada all'olimpo della letteratura, perche' (almeno in principio) la stessa possibilità non la possiamo dare a chi fa rap?
Se Vasco Rossi diventa maître à penser e prende laure honoris causa, Nas o Rakim stanno molto dietro?
Alcune canzoni rap sono delle opere d'arte, e come tali stanno alla pari con altre opere dell'intelletto.
Altre canzoni rap sono mondezza, e come tali vanno disprezzate. In mezzo c'è tutta una gamma di sfumature.

In ogni caso non mi hai risposto: cosa rende (o renderebbe, se tu dai per scontato che siano tutti garzoni dell'intelletto) un rapper "maturo"?

Marty aka Marty Mcfly ha detto...

Vasco maître à penser? Vasco è uno sballone (nell'accezione nobile del termine). Punto.

Di Bunker ho letto Educazione di una canaglia, ottimo libro. Non saprei se collocarlo nell’olimpo della letteratura sinceramente. Dovrei e vorrei leggere altro. Certo, qualche idea e qualche intuizione in più rispetto a Nas gliela riconosco. (il “qualche” è ironico)

A mio avviso Nas e Rakim hanno fatto buona musica. Ed è buona musica che gli chiedevo: missione svolta. Se vuoi ci hanno lasciato opere d'arte musicali nel loro genere, ma con le loro storie di ghetto e di gangsta mi ci sciacquo i coglioni alla grande. Non tanto per le storie, ma per la superficialità e ripetitività con cui vengono trattate e argomentate.

Un rapper maturo? Cambio di atteggiamento a 365 gradi.

Liriche, pose, vestiario, atteggiamento verso il denaro, le donne, ecc...un repulisti generale dalle loro voluttà. Ma probabilmente snaturerebbe il tutto.

Non chiedo a Jay z di diventare De Andrè (rimanendo in ambito musicale senza scomodare scrittori vari), ma elevarsi dai clichè, questo si, lo renderebbe più maturo.

Affermo questo nonostante io abbia ascoltato tanto Jay Z e pochissimo De Andrè in vita mia.

Anonimo ha detto...

la storia che il non parlare piu' di droga, vita da strada, ecc sia segno di maturita' mi sembra un po' sbagliato: spike lee quando ha fatto clockers non era maturo? la maturita' si vede da come uno analizza quello che vede e da come lo dipinge.
sicuramente jay-z che parla di obama che gli manda gli sms non e' piu' maturo di jay-z di regrets.
questa storia del grown man rap e' veramente l'ultima cazzata del momento, nel senso che cercano di attirare tutti quei 30enni che si son rotti le scatole dell'hip hop del 2009, ma nient'altro fanno che propinarti un prodotto superficiale.
la domanda secondo me da farsi e' un'altra: come mai i rapper rincoglioniscono album dopo album?
djmp45

Antonio ha detto...

A mio avviso Nas e Rakim hanno fatto buona musica. Ed è buona musica che gli chiedevo: missione svolta. Se vuoi ci hanno lasciato opere d'arte musicali nel loro genere, ma con le loro storie di ghetto e di gangsta mi ci sciacquo i coglioni alla grande. Non tanto per le storie, ma per la superficialità e ripetitività con cui vengono trattate e argomentate.
Resto basito. Dire che Nas e Rakim fanno storie di ghetto e di gangsta ripetitive è come dire che Tarantino fa storie di gente che dice parolacce. Se in generale ti seguivo, ora sono molto più perplesso. Quindi Illmatic, per dirne uno, è solo buona musica. Non ci sono intuizioni?

Anonimo ha detto...

Intuizione:
ascoltare who is god di rakim ad esempio mi pare una buona intuizione...secondariamente, io non capisco cosa intendi con "maturo" perchè se vogliamo parlare di trattare "maturamente"dei fatti penso che gente come kool g,nas o quant'altrti l'abbiano sempre fatto a 20 come a 40 anni,se poi pensate che raccontare di storie mafiose sia immaturo allora direste la stessa cosa anche a coppola o a depalma? terzo punto:la maturità musicale in un genere non corrisponde magari alla maturità contenutistica(vedi il punk,giusto per generalizzare)ma credo che l'hip hop sia un genere nel complesso molto maturo in quanto dà nell'ascoltatore presa di coscienza di situazioni vere,certo se nella vita il tuo unico punto di riferimento hip hop è lil'jon o la cricca no limit(diciamolo erano dei cialtroni)allora è un altro discorso...ma bisogna dire che aldilà dei contenuti realistici o buonisti o cospirazionisti del rap io penso che anche la pura è semplice autocelebrazione ricca di punchline o giochi di parole sia segno di una maturazione quantomeno intellettiva che fa bene anche a chi ascolta...il rapper(quello vero) fa convivere un comico e un tragediografo nello stesso corpo e saper fare bene due materie tanto distanti non è cosa da poco...chiaramente tutto ciò resta ancorato all'universo hip hop e non si può paragonare un letterato con un nero che non ha manco la licenza elementare x spiegarmi meglio porto l'esempio del writing,direste che phase2 o daim o cope2 sono degli artisti,maturati dal punto di vista artistico ecc.ecc.,ma li paragonereste a picasso o a van gogh?

RoyaleCeca aka RealityCheck

Antonio ha detto...

Un momento: come spesso accade, qui si intersecano diversi piani di lettura e di interpretazione.
Facciamo un attimo chiarezza, se ci riusciamo.

Da un lato c'è la valutazione delle opere d'arte "alte" nei confronti del rap. Se ne è discusso spesso e per me non esiste il problema. Tutto ciò che trascende il "normale" nel rap, e ascende al piano del sublime kantiano, sta sullo stesso piano. Che sia una canzone di Rakim o un quadro di Mantegna, non vedo serie A e serie B. Per me It Takes a Nation of Millions è uno dei dischi migliori di sempre. In tutti i generi, per dire.

Il secondo piano è quello, sempre tirato in ballo da Marty, ovvero della ricerca, nei confronti degli artisti, di maestri di vita (semplifico, Marty, mi scuserai). Anche qui, dove sta il problema?
La fotografia che mi dà Illmatic di una certa realtà, inquadrandola (e capendola) bene, è messa a fuoco almeno quanto un film di John Singleton o un libro di Iceberg Slim o di John Fante. E, scusa se te lo dico, Marty, ma per capire l'America forse oggi Gucci Mane è più utile di Roth, parere personale.
Se no, si fa presto ad averne le palle piene di Bukowski che parla solo di ubriaconi, di Celine che parla solo di puttane e di Chandler che parla solo di duri in impermeabile che bevono whiskey.

Il terzo piano di interpretazione è quello che tira in ballo RC, ovvero la definizione della "maturità".
Su questo, RoyaleCeca, ovviamente c'è da discutere. Nel senso che è ovvio che un genere come l'hip hop sia immaturo. Il modo in cui l'artista medio si rapporta ai soldi, alle donne e (soprattutto) alla propria professione lascia spesso a desiderare. È chiaro che questo va inquadrato nel giusto contesto socio-economico-artistico, o si rischiano cantonate, ma il dato di immaturità è certamente innegabile.
In ogni caso, per chiudere con la tua ultima domanda, personalmente ripeto che non faccio distinzioni di arte di serie A e serie B, che è la cosa più borghese che si possa concepire.
Per me, al di là delle tecniche e dei contesti, l'"arte"è una categoria univoca. In questo senso, Phase2 deve per forza essere messo nella stessa "scatola" di Van Gogh (che, per restare al tuo discorso, era un illetterato e pure disturbato mentalmente) etc. Altrimenti stiamo facendo pericolose distinzioni arbitrarie e fondamentalmente (per citare Popper) totalitarie.

Anonimo ha detto...

In ogni caso, per chiudere con la tua ultima domanda, personalmente ripeto che non faccio distinzioni di arte di serie A e serie B, che è la cosa più borghese che si possa concepire.
Per me, al di là delle tecniche e dei contesti, l'"arte"è una categoria univoca. In questo senso, Phase2 deve per forza essere messo nella stessa "scatola" di Van Gogh (che, per restare al tuo discorso, era un illetterato e pure disturbato mentalmente) etc. Altrimenti stiamo facendo pericolose distinzioni arbitrarie e fondamentalmente (per citare Popper) totalitarie.

...non mi sono spiegato bene,non intendevo fare una distinzione tra arte di serie a e una di serie b intendevo dire che il discorso di marty si potrebbe anche applicare al writing perchè è chiaro che se voglio trovare un maestro di disegno e prospettiva di certo non mi rivolgo a phase2 ma è anche vero(è questo l'ho specificato)che lo stesso phase2 ha sicuramente raggiunto una maturità artistica tale da dare vita ad opere d'arte ma che restano tali solo per chi abbraccia completamente una visione di elementi artistici(lettere,outline,etc.)che non sono comuni a tutti...per trasportarla nel rap è chiaro che magari ennio morricone piscia sulle strumentali di premier e la cronaca della vita mafiosa me la scrive con più rigorosità saviano,ma per chi ha una cognizione della cultura hh premier sarà sempre un genio e nas resterà il miglior scrittore,sceneggiatore e regista,per cui secondo me il discorso dell'opera d'arte assoluta va si bene ma non bisogna confodere elementi tra loro distanti...sulla maturità:per quel che riguarda il rapportarsi a soldi,donne,etc. non vedo nel rap una maggiore immaturità di quella che vedo in televisione ogni giorno,purtroppo lo stereotipo collane,puttane etc. è un qualcosa che in fondo in fondo si porta ogni rapper dentro il cuore e mi pare alquanto ardua una inversione totale su questo campo...ma quello che io dico è:non è che alla fine i veri immaturi siamo anche noi che alla fin fine abbracciamo(anche se in piccola parte) i loro atteggiamenti?...perchè mi è venuto in mente il famoso discorso "può un uomo adulto essere fan del rap?..

RoyaleCeca aka RealityCheck

Antonio ha detto...

per trasportarla nel rap è chiaro che magari ennio morricone piscia sulle strumentali di premier e la cronaca della vita mafiosa me la scrive con più rigorosità saviano
Ma in base a che cosa? Per parlare di arte visiva, Keith Haring e Basquiat erano praticamente autodidatti. Eppure sono artisti tanto quanto il Bramante. Per parlare di musica, il tango argentino era il suono della malavita, e non è meno arte di Philip Glass.
Non confondiamo tecnica con arte. Sono due cose diverse. Altrimenti Ingwie Malmsteen è un genio e Jimi Hendrix un poveraccio.

Marty aka Marty Mcfly ha detto...

Eccoci, mi son beccato del borghese.

Del resto sostenere che Pastorale Americana sia più utile di un video di Gucci Mane o dei testi di Illmatic alla comprensione dell'America è un atteggiamento conformista e tradizionalista.

Rimango altrettanto basito!

Comunque siamo off-topic, io la mia sulla maturità l'ho detta.

Antonio ha detto...

Marty, un attimo.
Non facciamo acrobazie verbali.
Di cosa parli, di esiti artistici?
Se parli di esiti artistici, allora sospendo il giudizio. Sarà la storia a decidere (e non è così semplice, ma facciamo finta che lo sia). Se parli invece di comprensione di certe situazioni sociali (e anche artistiche, perchè no), allora sostenere che certe forme d'arte insegnino più di altre è un atteggiamento sì borghese.
Detto questo, non mi vorrai dire che Gucci Mane oggi, e Nas e KRS ieri fossero disconnessi dalla propria epoca più di altri artisti di generi diversi.

Comunque siamo off-topic, io la mia sulla maturità l'ho detta.

In realtà io non ci ho capito nulla. A parte la tirata contro i garzoni dell'intelletto e i presunti argomenti triti e ritriti di Rakim, non ho ben afferrato secondo te che cosa sia un rapper maturo.
Partiamo con una domanda semplice.
Nel panorama rap di tutti i tempi, ci sono artisti più maturi o sono tutti sullo stesso livello? E cosa rende gli eventuali maturi più maturi?
E non rispondere che stanno tutti sullo stesso piano, se no, oltre che borghese, sei anche superficiale... ;-)

P.S.: spiego un attimo il discorso della borghesia. Prima dell'avvento dei bourgeois, non esisteva distinzione fra arte e artigianato.
Dacche' la borghesia è diventata classe dominante, è venuta fuori la categoria "arte" come paradigma borghese che giustifica la superiorità di una classe sociale in base ai propri gusti.

Marty aka Marty Mcfly ha detto...

Cazzo, questo post sta diventando una trappola :)

Sarà la storia a decidere gli esiti artistici? Fra chi? Fra Roth e Nas? Improponibile, uno ha fatto grandissima letteratura, l’altro ha fatto ottima musica. Nei loro campi due fuoriclasse.

Uno mi ha regalato idee e pensieri illuminanti, l’altro suoni strepitosi. Ma anche pseudo filosofia spiccia e superficiale buona per sedicenni.

Comprensione di situazioni sociali nei testi rap? Ci sono sicuramente valide chiavi di lettura. A me non son mai interessate. Tranne inizialmente. Ho altri riferimenti culturali. Più alti, più bassi? Altri, semplicemente altri, ripeto altri (con la T). L’arte alta e bassa l’avete tirata fuori voi. In maniera pretestuosa.

La storia dello zeitgeist che tanto ti è cara, dietro la quale poni sempre i rapper, la giudico una buona prospettiva, ma anche in questo caso non la mia. Gucci oggi, Nas e Krs ieri, sono sicuramente connessi alla loro epoca, e con questo? Non tutto ciò che è rappresentativo di un epoca deve per forza di cose essere interessante. I reality sono rappresentativi di quest’epoca. Io non li guardo, tu nemmeno probabilmente. I libri di Moccia probabilmente sono uno spaccato di una certa generazione. Ma sti gran cazzi dello zeitgeist di Moccia…

Guarda, io non ho mai abboccato nemmeno ai sermoni religiosi di Bob Marley o alle rivendicazioni di Fela Kuti. A dirla tutta è cosi. Dalla musica non chiedo altro che goduria per le orecchie. Se altri cercano modelli, filosofie, strumenti per decodificare la realtà, liberi di farlo. Ma se io li cerco altrove non mi sento borghese.

Infine, i De la soul e gli ATCQ non stano sullo stesso livello di maturità di 50cent, a questo ci arrivo da solo. Mi sembrava del resto di averti spiegato con l’esempio Jay z la questione maturità.

Ma in fin dei conti, non chiedendo altro che suoni, mi basterebbe che tornasse a far buona musica.

Antonio ha detto...

Sarà la storia a decidere gli esiti artistici?

Parlavo in generale, per uscire dalla soggettività e non aprire altre voragini che necessiterebbero di mille post per essere chiarite...

Comprensione di situazioni sociali nei testi rap? Ci sono sicuramente valide chiavi di lettura. A me non son mai interessate. Tranne inizialmente. Ho altri riferimenti culturali. Più alti, più bassi? Altri, semplicemente altri, ripeto altri (con la T). L’arte alta e bassa l’avete tirata fuori voi. In maniera pretestuosa.

L'ho tirata fuori io e chiedo scusa, perche' non avevo ben capito il discorso. Sei ovviamente liberissimo di cercarti altri modelli. Però ti definisco borghese se (e ripeto se) cerchi di imporre i tuoi gusti come migliori sulla base di una presunta superiorità "artistica" (come credo di aver spiegato nel P.S.).

La storia dello zeitgeist che tanto ti è cara, dietro la quale poni sempre i rapper, la giudico una buona prospettiva, ma anche in questo caso non la mia. Gucci oggi, Nas e Krs ieri, sono sicuramente connessi alla loro epoca, e con questo?

Oh, sei tu che hai tirato fuori la storia di "capire gli Stati Uniti", mica io.
E in ogni caso, giusto per mettere le cose in prospettiva, fra chi lavora nel campo artistico (con esiti anche discutibili) e chi fa reality c'è una certa differenza.
Se no, visto che è di moda, si rischia di paragonare uno che va coi trans a Bob Flanaghan. O uno che rutta a Diamanda Galas. E non è la stessa cosa.

Mi sembrava del resto di averti spiegato con l’esempio Jay z la questione maturità.

Ripeto, non ho capito. A me sembrava che tu avessi fatto un mistone fra genere e cliche' abusati di un genere. Cioè, mi sembrava che tu fossi colpevole delle accuse fatte da Noz. Ovvero, che tu fossi del parere che uno è maturo se non parla di gangsta. Se ho capito male (probabile) e se ti va di spiegarti, c'è spazio.

Anonimo ha detto...

OFF OFF TOPIC:

e ascende al piano del sublime kantiano

scusa se faccio il sapientino(pochi mesi fa l'ho ripetuta alla mia commissione d'esame) ma il sublime kantiano è qualcosa di gigantescamente grande nei confronti del quale l'uomo è messo in soggezzione e può essere dinamico(tempeste,montagne..)o matematico,tuttavia il piacere nell'uomo nel confutarlo è dato proprio o dalla propria consapevolezza di razionalità nei rispetto la natura(sublime dinamico)o dalla consapevolezza di poterlo superare elevando la nostra mente tramite l'idea dell'infinito(sublime matematico)...se proprio vuoi citare kant ti consiglio di farlo tramite il suo concetto di bello che è qualcosa di disinteressato(e altri attribbuti che mi scoccia elencare) ma sopratutto assoluto quindi libero da schemi(ad esempio non restringibile nella sola musica...


RoyaleCeca aka RealityCheck

Anonimo ha detto...

^^^scusate gli errori ma scrivevo da iphone...togliete nei prima di "rispetto alla natura"...

Antonio ha detto...

intendevo parlare del bello, hai ragione. In ogni caso, parlavo di categorie estetiche che trascendono l'estetica, senza volere essere troppo precisi. Anche perche' rischiamo di entrare in gineprai mica da poco.
Wow, che mi segui dall'iphone...

Anonimo ha detto...

In ogni caso, parlavo di categorie estetiche che trascendono l'estetica, senza volere essere troppo precisi. Anche perche' rischiamo di entrare in gineprai mica da poco.

si,si era capito benissimo è che sono un rompipalle...

RoyaleCeca aka RealityCheck

Anonimo ha detto...

^^^
e aggiungo che è un itouch,non un iphone,mi sono confuso

jopparelli ha detto...

marty sei il solito borghese radical-chic!

e adesso torniamo a parlare del sublime kantiano e di categorie estetiche che trascendono l'estetica...

ha ha la discussione ha preso una piega surreale

Antonio ha detto...

ha ha la discussione ha preso una piega surreale
Vabbè, allora torniamo a parlare di garzoni dell'intelletto, che ci capiamo meglio...
Magari intervenire per rispondere al post no, eh?

reiser ha detto...

Noz per me parte dai presupposti sbagliati, trattando la musica come se si trattasse di un saggio e rapportandola quindi ad una forma di comunicazione che per sua natura può permettersi (e deve) essere concettualmente più pregnante e/o impegnativa.

Inoltre, la maturità per come la intendiamo noi quà dentro è dettata da parametri riferibili al nostro contesto sociale ed alla nostra educazione, o quantomeno al potenziale educativo della nostra società italiana/europea. Insomma, proseguendo su questo binario rischieremmo di volerla imporre anche su ciò che non è frutto del nostro ambiente, come appunto il rap statunitense. Che nasce in contesti sfigatissimi ecc. ecc. e, insomma, non voglio ripetere la storia triste di natale ché tanto la conoscete.

Per questo, mentre non mi faccio remore a definire chi qui da noi dice le esatte cose degli ammeregani un babbeo, ho più remore a condannare un Tragedy Khadafi, che, sì, rispetto a quel che penso io è un coglioncione ma data la media del suo contesto svetta. Per questo, la "maturazione" di certi repponi per me si può determinare solo limitandosi a quel contesto. E allora è facile notare come un Cam'Ron sia un mongoloide imperdonabile, un Prodigy sia già meno fesso ed alfine un Chuck D sia uno serio.

Last but not least, tolti i soliti sospetti, mi sembra che i repponi non siano in media più scemi di tanti loro colleghi di altri generi. Voglio dire, a prenderla alla lettera What's Going On è un volèmose bene jovanottiano ante litteram, eppure viene considerata un pezzone. Proprio perchè gli standard di valutazione non sono gli stessi.

Senza contare poi che in casi di movimenti -come il punk, per dire- la musica s'inserisce all'interno di un sistema di significati essenziale per poterla comprendere; e l'hip hop non fa eccezione. Insomma, mi pare un argomento un po' ozioso, ecco.

Antonio ha detto...

Noz per me parte dai presupposti sbagliati, trattando la musica come se si trattasse di un saggio e rapportandola quindi ad una forma di comunicazione che per sua natura può permettersi (e deve) essere concettualmente più pregnante e/o impegnativa.

Scusa se ti contraddico, ma io l'ho interpretata in un'altra maniera. Noz se la prende con chi fa il discorso che dici tu (giusto o sbagliato che sia) e poi si ferma alla fase super-superficiale di accontentarsi di chi non rappa di droga per parlare di "rappers maturi".

Inoltre, la maturità per come la intendiamo noi quà dentro è dettata da parametri riferibili al nostro contesto sociale ed alla nostra educazione, o quantomeno al potenziale educativo della nostra società italiana/europea.

Non necessariamente. Per me un rapper maturo è Cormega, che si piglia le proprie responsabilità di padre e che prende sul serio la propria professione di rapper. E che fa musica come mezzo di espressione e non per attaccarsi ai temi di moda sull'ultima strumentale di moda.

Per questo, mentre non mi faccio remore a definire chi qui da noi dice le esatte cose degli ammeregani un babbeo, ho più remore a condannare un Tragedy Khadafi, che, sì, rispetto a quel che penso io è un coglioncione ma data la media del suo contesto svetta.
Ma siamo sicuri che sia proprio un coglioncione? Magari si è solo creato un sistema di metafore per esprimere le proprie idee, e noi ne usiamo un altro. E siamo sicuri che pensare che la media di quel contesto sia davvero così bassa? Perche' lo stesso parametro non si applica a chi lavora in altri campi "creativi"? Ovvero, il contesto degli scrittori di romanzi noir è tutto di geni assoluti? Il contesto dei pubblicitari che fanno spot pieni di figa e basta e' pieno di geni? Mi pare sia una analisi superficiale.

Senza contare poi che in casi di movimenti -come il punk, per dire- la musica s'inserisce all'interno di un sistema di significati essenziale per poterla comprendere; e l'hip hop non fa eccezione. Insomma, mi pare un argomento un po' ozioso, ecco.
L'argomento è ozioso se uno è convinto che Jay-Z che parla di messaggini con Obama sia più maturo del Jay-Z di Reasonable Doubt.
Altrimenti, se innesca una analisi dei meccanismi critici da parte dei blogger (loro sì, spesso fuori dal contesto originario), diventa interessantissimo.

In ogni caso, solo io riesco a dire che cosa è un rapper "maturo" per me? Gli altri girano tutti intorno all'argomento...

reiser ha detto...

Io non penso che lui intendesse ciò che gli attribuisci o che partisse da un'osservazione di quel genere; nel senso che proprio non trovo il passaggio dove esprimerebbe quel concetto. In ogni caso, anche se fosse, resta la sua critica ai "super-superficialoni" ed io con quella non sono d'accordo anche se, aggiungo, posso capirla come reazione "de panza" nel momento in cui c'è chi sostiene che Common sia di una profondità concettuale inarrivabile.
Ciò detto, anche Cormega: sono d'accordo con il tuo giudizio in merito, proprio perchè lo inserisco in un contesto la cui media è dal mio punto di vista abissalmente bassa. In termini assoluti, invece, per quel che riguarda essere responsabile: beh fa quello che fanno milioni di persone al mondo e ciò, francamente, a meno che non lo si contestualizzi -come invece suggerisco di fare- direi che di per sè non sia nulla per cui appuntargli una medaglia al merito. Come un punkabbestia che dicesse di lavarsi: la cosa ottiene il suo valore -in sè inesistente- solo nel momento in cui lo getti in mezzo ai puzzoni da cui proviene; detta da un impiegato la cosa sarebbe insignificante.
Pure Tragedia Gheddafi era solo un esempio come altri, ma comunque tu usi esattamente il tipo di relativizzazione che propongo e di cui al punto precedente. Il mio definirlo "coglioncione" potrebbe avvenire solo nel momento in cui mi facessi assolutista -questo il senso della frase da te citata. Che poi lui usi volutamente un suo sistema di metafore, ebbeh, oso sperare!

Comunque sia, visto che provochi, beccatela lì: per me rapper maturo è colui che esprime un concetto proporzionalmente alla sua importanza, al massimo delle sue capacità tecniche, fornendo quanti più spunti di riflessione o rimandi possibili il testo, e senza commettere plagi.

Antonio ha detto...

Io non penso che lui intendesse ciò che gli attribuisci o che partisse da un'osservazione di quel genere; nel senso che proprio non trovo il passaggio dove esprimerebbe quel concetto.

Ecco. Questo passaggio (il primo):
Most rap artists heralded as "mature" are simply miming growth.

There are problems with this BBC piece. For one, it approaches hip-hop as if it's an artifact and not a living and breathing entity.

It does nothing to place Conzo's story in a modern-day context. But more than that, the piece isn't as much about hip-hop growing up as growing old. Hip-hop is deep in its third decade of existence. It spans generations. But to suggest that it's grown up in this time is to assume a maturing that hasn't exactly happened.

Sure, a small handful of artists have managed to mature creatively, (Scarface immediately leaps to mind) but most rap artists who are heralded as "mature" are simply miming growth. "Grown man" rappers like Jay-Z or Common are only mature in the absence of immaturity. They are acclaimed for what they don't rap about—namely drugs and violence (the new "off that" mentality only reinforces the culture's widening generational rift).



Comunque sia, visto che provochi, beccatela lì: per me rapper maturo è colui che esprime un concetto proporzionalmente alla sua importanza, al massimo delle sue capacità tecniche, fornendo quanti più spunti di riflessione o rimandi possibili il testo, e senza commettere plagi.

Allelluiah! Per quanto può valere, sono d'accordo, anche se con una piccola distinzione necessaria: chi rappa di malavita fa musica di genere, quindi l'importanza delle cose di cui rappa va rapportata al contesto del genere.
Mi spiego: schiaffeggiare le puttane in se' non è cosa importante in assoluto (nè degna, per altro), ma se racconto storie da gangsta può starci, nella creazione di un personaggio.

jopparelli ha detto...

"Tragedy...che si piglia le proprie responsabilità di padre"

ma cosa ne sai tu? Lo conosci di persona? Ti fidi di quello che hai letto? bah... io la vedo piu' come marty, non mi sento di idolatrare questi personaggi come uomini, cosa che invece tu fai sempre mi sembra. A me interessa solo il fatto che fanno bella musica, penso che se li conoscessi nella vita il 90% dei rapper mi starebbero sul cazzo.



"E siamo sicuri che pensare che la media di quel contesto sia davvero così bassa? Perche' lo stesso parametro non si applica a chi lavora in altri campi creativi?"

Ma infatti lo si puo' applicare tranquillamente ad altri campi. Il contesto dei pubblicitari di oggi è sicuramente al livello dei rapper, ovvero spessore mooolto basso. Infatti appena hai un'idea carina subito risalti rispetto alla pubblicità del dixan.

Bellissima la definizione di maturità di reiser, razionale, asciutta, semplice e chiara. Complimenti. Quoto in pieno.

Non capiro' mai invece gli sproloqui filosofici di cui sopra, sarà un limite mio, che ci vuoi fare, ho una formazione scientifica. Per me quel tipo di ragionamenti è totalmente inutile, solo un'inconcludente gara di paroloni. Sarà un limite mio, ripeto.

Anonimo ha detto...

se leggo un'altra volta di kant e di hip hop nella stessa frase smetto di usare internet!!

djmp45

Antonio ha detto...

Tragedy...che si piglia le proprie responsabilità di padre"

ma cosa ne sai tu? Lo conosci di persona? Ti fidi di quello che hai letto? bah... io la vedo piu' come marty, non mi sento di idolatrare questi personaggi come uomini, cosa che invece tu fai sempre mi sembra. A me interessa solo il fatto che fanno bella musica, penso che se li conoscessi nella vita il 90% dei rapper mi starebbero sul cazzo.

Jopparelli, fai torto alla tua intelligenza. Si parla di maturità come artisti, non come uomini.
Come artisti li giudico, nel bene e nel male. Cosa che è chiara a tutti tranne che a te, evidentemente. E allora te lo scrivo a lettere cubitali, se permetti: DEI RAPPER COME UOMINI NON ME NE SBATTE UN BENEAMATO. A ME INTERESSA DEI RAPPERS COME ARTISTI. ARTISTI.
E se si parla di arte si deve parlare di parametri di giudizio, per forza. Altrimenti possiamo anche continuare a fare il giochetto (quello sì inutile e inconcludente) che qui è uscito varie volte: "A me interessa solo il fatto che fanno bella musica".
Embhè? A tutti interessa solo il fatto che facciano bella musica.
A tutti. Qualcuno ha forse scritto che gli interessa sapere quante macchine ha Jay-Z o se Cormega (non Tragedy) nella vita è un bravo padre o no? Ah già, tu l'hai interpretata così...
Ma in base a cosa è bella musica? In base a cosa Common o un altro è considerato più profondo di Rick Ross o un altro? Hanno senso questi tipi di categorizzazione superficiale?
Ma questi sono solo sproloqui, vero.
Meglio pensare (e non è una posizione retrograda) che i rappers sono tutti minorati, basta che ci facciano divertire.

se leggo un'altra volta di kant e di hip hop nella stessa frase smetto di usare internet!!
Se "hip hop is something you live", mi permetterai, spero, di crearmi dei parametri di giudizio legati alle mie esperienze rielaborate.
Mi spiace, ma Kant (e altro) rientrano in questo discorso, visto che lo faccio io.
Ma se mi passi delle coordinate alle quali attenermi, la prossima volta il post lo scrivo secondo il tuo gusto, se vuoi...

jopparelli ha detto...

"Cosa che è chiara a tutti tranne che a te, evidentemente."

Oh, a me hai dato piu' volte sta impressione, cosa ti devo dire. Stavolta col bravo padre, l'altra volta ti sei intestardito che Ghost è uno straight edge che non solo non pippa, ma non si fuma neanche una canna.

Buono a sapersi che non ti interessano come uomini (no homo)

Antonio ha detto...

Oh, a me hai dato piu' volte sta impressione, cosa ti devo dire. Stavolta col bravo padre, l'altra volta ti sei intestardito che Ghost è uno straight edge che non solo non pippa, ma non si fuma neanche una canna.
E che ti devo dire, sarà colpa mia che non mi spiego bene. Ma se si parla di maturità, mi sembrava ovvio che fosse un discorso artistico.
Io intestardito su Ghost Straight Edge? Onestamente non mi ricordo, può essere. Mi ricordo di gente che se la prendeva con Ghost per motivi non chiari, legati al suo personaggio artistico. Come se picchiassero Remo Girone e la gente pensasse che gli sta bene perche' cosi' impara a fare il mafioso.
Ma divago...
L'unica cosa che sapevo era che non poteva fare stravizi perche' avevo letto che era malato e quindi il fumo non andava bene con le medicine. Poi non lo so.
In ogni caso, il fatto che io faccia distinzione fra la persona fisica e la persona artistica ti dovrebbe fare capire quanto il focus sia sull'artista.
E sull'artista e soprattutto sulla fruizione dell'arte, che ti devo dire, mi infervoro molto. E questi post, per come la gente (non) li legge, a volte mi fanno venire la depressione, sinceramente...

Anonimo ha detto...

E questi post, per come la gente (non) li legge, a volte mi fanno venire la depressione, sinceramente...

Posso dire una cosa?sono sicuro che se Noz(ma anche kant) leggesse tutti questi 31(sin ora)commenti farebbe un articolo sulla maturità dei blogger...

RoyaleCeca aka RealityCheck

Anonimo ha detto...

Se "hip hop is something you live", mi permetterai, spero, di crearmi dei parametri di giudizio legati alle mie esperienze rielaborate.
Mi spiace, ma Kant (e altro) rientrano in questo discorso, visto che lo faccio io.
Ma se mi passi delle coordinate alle quali attenermi, la prossima volta il post lo scrivo secondo il tuo gusto, se vuoi...

anto': era una battuta!volevo solo dire che certe volte vi buttate in certi discorsi che non vi seguo piu'!
sicuramente poi sei libero di scrivere come vuoi :)

Antonio ha detto...

@ RoyaleCeca: ti vengono meglio sul blog di Reiser.

@MP45: Scusa, mi sto scaldando troppo, e perdo il controllo della permalosità. Chiedo venia.
Seriamente, però, il discorso non mi sembra così impossibile da seguire: quando si dice che ci interessa solo la buona musica, e non si definisce che cosa rende tale musica "buona", si fanno solo esercizi sterili di post così.
Bisogna uscire da questo loop, e io ci provo. Evidentemente non ci riesco, ne prendo atto. Ma che non si possa trattare l'hip hop con la serietà e con l'approfondimento dati invece ad altri campi artistici, per rifugiarci nel campo del "basta che mi intrattengano" mi pare superficiale e, francamente intollerabile.
Una domanda non provocatoria (e senza parlare di Kant), a te, Joppa e Marty: ma voi ce l'avete un'idea del perche' certe cose vi piacciono, o vi piacciono perche' vi piacciono? Perche' tutti i discorsi che sembrano a voi tanto astrusi a questo mirano...
E di nuovo chiedo scusa se i toni sono stati sopra le righe (come lo sono stati).

Magic Johnson ha detto...

A me non piace quando si esagera nel voler definire univocamente parametri per valutare arte o artisti. Si sa che parlare di musica e' come ballare di architettura aka farsi pippe mentali.
In quest'ottica la filosofia di Marti (scusa ma la y finale mi fa homo) "a me interessa che mi piaccia o meno la musica" e' tanto sbrigativa e semplice quanto correttissima, nel momento in cui ovviamente chi pronuncia quella frase abbia una valida cultura musicale.
Mi sembra Plauto disse: la comicita' e' come un rospo: tu lo apri, scopri gli organi, scopri a cosa servono, poi rimetti tutto a posto, lo richiudi, ed il rospo non funziona piu'. E' morto.
Questa metafora e' geniale e vale per ogni forma d'arte musica inclusa.
La musica e' poesia, piace se hai un empatia con l'autore, e' una cosa irrazionale, non sempre si puo' o ha senso spiegare tutto.
Secondo me se i testi Hip Hop hanno un valore letterario e' come poesia e non c'erto come prosa. Questo credo sia anche quello che voleva dire Marti quando diceva che dello storytelling del ghetto ci si sciaqua le palle. E' vero, le migliori storie raccontate (Slick Rick, Q-tip, Ghostface?) sono comunque banali se paragonate ad un qualsiasi classico della letteratura.
Riacquistano dignita' se unite alla musica e messe a tempo, se inserite nel loro contesto, come poesia.
Qua ritorno alla mia visione che tu citavi: l'hip hop ha secondo me fascino (e molto!) e rilevanza come diamond in the dirt, il nuovo Blues, la ginestra Leopardiana che cresce sul vulcano, o cosa cazzo era non ricordo bene, ero impegnato a disegnare un simbolo WU sull'astuccio.

Anonimo ha detto...

@ RoyaleCeca: ti vengono meglio sul blog di Reiser

azz',che lavata di testa che mi sono preso...

RoyaleCeca aka RealityCheck

Antonio ha detto...

A me non piace quando si esagera nel voler definire univocamente parametri per valutare arte o artisti. Si sa che parlare di musica e' come ballare di architettura aka farsi pippe mentali.
Il punto di partenza è valido, l'unico sbaglio è "univocamente". Qui si discute di coordinate, anche vaghe, se no non si esce dal "mi piace perche' mi piace". Che non ha senso su un blog. È roba da forumisti sfigati. No shots.

In quest'ottica la filosofia di Marti (scusa ma la y finale mi fa homo) "a me interessa che mi piaccia o meno la musica" e' tanto sbrigativa e semplice quanto correttissima, nel momento in cui ovviamente chi pronuncia quella frase abbia una valida cultura musicale.
Ma vedi che resti nell'indeterminatezza e nell'ambiguità? Decidi tu che cosa è "una valida cultura musicale"? Mi sembrano quei circoli carbonari di ex-alunni dell'accademia delle belle arti... "Noi sì che siamo artisti, perche' sappiamo cosa e' l'arte". E cioè?

Mi sembra Plauto disse: la comicita' e' come un rospo: tu lo apri, scopri gli organi, scopri a cosa servono, poi rimetti tutto a posto, lo richiudi, ed il rospo non funziona piu'. E' morto.
Questa metafora e' geniale e vale per ogni forma d'arte musica inclusa.
La musica e' poesia, piace se hai un empatia con l'autore, e' una cosa irrazionale, non sempre si puo' o ha senso spiegare tutto.

Ripeto che non si cerca di definire tutto. Si cerca di capire, per citare Marti (con la i), per esempio, cosa rende diverso (e per lui migliore) 50 Cent da ATCQ o De La.
Perche' tutti siamo buoni a dire che non stanno sullo stesso piano, ma perche'?
Perche' la musica dei De La è più matura? E cosa vuol dire "matura"?

Secondo me se i testi Hip Hop hanno un valore letterario e' come poesia e non c'erto come prosa. Questo credo sia anche quello che voleva dire Marti quando diceva che dello storytelling del ghetto ci si sciaqua le palle. E' vero, le migliori storie raccontate (Slick Rick, Q-tip, Ghostface?) sono comunque banali se paragonate ad un qualsiasi classico della letteratura.
Ma che discorso è? Prima si parla di contestualizzare e poi si decontestualizza? Allora la Gioconda rispetto a un qualunque film di animazione fa cagare? Thelonius Monk rispetto a Mozart faceva cagare? Che tipo di paragoni sono?

Riacquistano dignita' se unite alla musica e messe a tempo, se inserite nel loro contesto, come poesia.
Non solo. Come parte di un tipo di arte legata a certi contesti socio-politico-economico-razziali, a certe logiche produttive e all'accettazione di certi ruoli e modelli. E rispettano una nobile tradizione, che non è quella borghese, e come tale non va giudicata.

Qua ritorno alla mia visione che tu citavi: l'hip hop ha secondo me fascino (e molto!) e rilevanza come diamond in the dirt, il nuovo Blues, la ginestra Leopardiana che cresce sul vulcano, o cosa cazzo era non ricordo bene, ero impegnato a disegnare un simbolo WU sull'astuccio.
OK, questa tua visione ha senso, e gioca un ruolo nei gusti di molti, sospetto.
Ma non spiega, per esempio, perche' ti piace Kanye, che di dirt ne ha poco, e ti fa schifo Gucci Mane, che è veramente un diamond in the dirt (molto dirt). Per dirne una.
Torniamo al punto di partenza. Ci abbiamo girato intorno, ma che cosa differenzia due artisti rap, uno bravo e uno meno, ha provato a dirlo solo Reiser (provocato).
Era questo il senso del post. Perche' non riusciamo a rispondere a una domanda?
Secondo me perche' ci dobbiamo scoprire, mentre e' piu' facile crederci al di sopra dei discorsi del gusto e della valida cultura musicale.
Apprezzo comunque che tu abbia provato a rispondere, Magic, eh.

@ RoyaleCeca: era un battuta un po' acida... Ma sempre battuta, dai.

jopparelli ha detto...

"Perche' la musica dei De La è più matura? E cosa vuol dire "matura"?"

Insisto che stai sguazzando in strippi mentali inutili: infatti in questo caso (50 vs. De La) è sufficiente la definizione di "matura" che trovi sul vocabolario italiano, non c'è bisogno di altro.



"cosa differenzia due artisti rap, uno bravo e uno meno"

Ti scagli contro la concezione "borghese" dell'arte, quella che decide cosa è arte e cosa no. Ma rispondere a questa domanda significherebbe proprio mettere dei paletti e dunque entrare in quel territorio:

"ecco ragazzi, ho definito per filo e per segno come dev'essere una base hip hop coi controcazzi...e adesso tutti nel club degli amici di Premier! E chi sgarra producendo una base senza lo gnac-gnac di frasi scratchate nel ritornello è fuori dal club!"

Secondo me, se metti dei paletti, delle definizioni su cosa è bello nella musica, vai a finire cosi'. Vai a finire nel tuo piccolo club di snob.

Marti con la i ha detto...

Tu dici: Qui si discute di coordinate, anche vaghe, se no non si esce dal "mi piace perche' mi piace". Che non ha senso su un blog. È roba da forumisti sfigati. No shots.

Un buon giro di basso: yeah mi piace

Un buon uso delle spazzole da parte di un batterista: yeah mi piace

Una buona estensione vocale di un cantante: Yeah mi piace

Un buon assolo di tromba: Yeah mi piace

Un dj che mixa bene, yeah mi piace

Poi possiamo entrare nel filosofico, sul valore del mi piace. Cosa è il bello? Cosa è il gusto? E l'estetica? Kant e Popper. (li trovo discorsi interessantissimi se li scindiamo da Gucci mane ehehe)

Possiamo anche analizzare perchè quel giro di basso o di spazzole è meglio di altri. Parliamo di musica, entriamo nel dettaglio dei suoni, delle melodie, degli accordi ecc...Ma con molta umiltà ti dico che posso portare avanti questa discussione fino ad un certo punto. Sono un appassionato, non un musicista.

Quindi quando ascolto un brano mi fermo ad un analisi prettamente "musicale".

Tutto li Antonio.

Se tu cerchi di andare oltre, con contestualizzazioni varie, zeitgiest ecc...ben venga.

Ma non mi dare dello sfigato borghese se mi attengo esclusivamente al suono.

Antonio ha detto...

@ Jopparelli.
Insisto che stai sguazzando in strippi mentali inutili: infatti in questo caso (50 vs. De La) è sufficiente la definizione di "matura" che trovi sul vocabolario italiano, non c'è bisogno di altro.
Sofismi. Questi si. Non hai spiegato un cazzo.

Ti scagli contro la concezione "borghese" dell'arte, quella che decide cosa è arte e cosa no.
No, un attimo. La borghesia ha inventato il concetto di "arte alta" per giustificare una superiorità morale su altre classi sociali.
È ben diverso dal definire quali sono i parametri che guidano il gusto PERSONALE di ognuno di noi e CONFRONTARLI per vedere se troviamo linee guida buone per tutti. Niente definizioni "per filo e per segno".
Fra parentesi, sono stato criticato proprio perche' le mie "scatole" contengono cose che secondo la logica del club (non mia) non ci dovevano stare.

Secondo me, se metti dei paletti, delle definizioni su cosa è bello nella musica, vai a finire cosi'. Vai a finire nel tuo piccolo club di snob.
A parte che non vedo cosa ci sia di male in un piccolo club di snob (detto da M&J, poi...), come se ne esce? Non si definisce che cosa è bello nella musica e quindi è tutto bello? Mi pare superficiale.

@ Marti(y)(j)(ee):
Cosa è il bello? Cosa è il gusto? E l'estetica? Kant e Popper. (li trovo discorsi interessantissimi se li scindiamo da Gucci mane ehehe)
Questi sono discorsi molto raffinati e forse anche inconcludenti. Io faccio un passo indietro: c'è una caratteristica che guida le mie scelte nel dire che una cosa mi piace? Oppure mi piace perche' mi piace e basta? Se si', come faccio a sostenere la fondatezza dei miei gusti?
Senza entrare nel tecnico, almeno in questo caso. Nessuno qui ha parlato di spazzole e bassi.

Quindi quando ascolto un brano mi fermo ad un analisi prettamente "musicale".
Ma il punto della cosa è proprio qui. "Yeah, mi piace", non è un'analisi musicale. E' una scelta non motivata (almeno pubblicamente). Tutto qui.

Ma non mi dare dello sfigato borghese se mi attengo esclusivamente al suono.
Ma tu non ti sei attenuto al suono, è questo il problema. E' sempre il discorso del "mi piace perche' mi piace".

Senza rancore e senza offese. Per chiarire, io faccio riferimento ad atteggiamenti borghesi, e lo faccio in generale. Se ti devo dare del borghese di persona, ti dico: "Marti(y)(j)(ee), sei un borghese.". Okay?

Marty ha detto...

Ma il punto della cosa è proprio qui. "Yeah, mi piace", non è un'analisi musicale. E' una scelta non motivata (almeno pubblicamente).

Chiaro che non è un analisi musicale.

Ma non puoi rispondere solo a quello che vuoi tu.

Io ho scritto anche:

Parliamo di musica, entriamo nel dettaglio dei suoni, delle melodie, degli accordi ecc...

Quando mai lo si fa fra di noi?
si parte sempre per la tangente

jopparelli ha detto...

"c'è una caratteristica che guida le mie scelte nel dire che una cosa mi piace? Oppure mi piace perche' mi piace e basta? Se si', come faccio a sostenere la fondatezza dei miei gusti?"

Non ho la minima intenzione di sostenere la fondatezza dei miei gusti, questo è il punto. (e questo è snob, cercare di dimostrare che una cosa soggettiva come il gusto abbia un fondamento)

Perchè mi piace un piatto di pasta? La vista di una ragazza con le tette grosse? Un brano di Skream che sto sentendo adesso? Per lo stesso motivo: innescano una sensazione di piacere nel MIO cervello. Perchè? Boh. Non è detto che la scatenino nel vostro cervello.

Ma se io cerco di definire perchè mi piace un piatto di pasta, mi precludo la possibilità che un domani mi piaccia il kebab, che ha caratteristiche opposte.

Martini & Jopparelli sono invece costantemente aperti a qualsiasi esperienza che dia piacere, senza preclusioni e regole (e qua ci sta il NO HOMO del millennio).

Se un domani esce (e sottolineo SE) un brano punk che ci piace tranquillo che lo postiamo al volo, come abbiamo sempre detto. Non ci sentiamo per nulla snob, seguiamo semplicemente questo nostro gusto musicale istintivo.

Scusa marti se parlo a tuo nome ma ci hanno dato degli snob di nuovo! (scherzo eh, si fa per ridere)

Antonio ha detto...

@ Marty:
Parliamo di musica, entriamo nel dettaglio dei suoni, delle melodie, degli accordi ecc...

Quando mai lo si fa fra di noi?
si parte sempre per la tangente

Ma scusa, il post parlava dei criteri secondo cui un artista è maturo. Mica degli accordi.

@ Joppa:

Non ho la minima intenzione di sostenere la fondatezza dei miei gusti, questo è il punto.
Liberissimo di non sostenere la fondatezza dei tuoi gusti. Ma allora che senso hanno i tuoi post, scusa?

(e questo è snob, cercare di dimostrare che una cosa soggettiva come il gusto abbia un fondamento)
Stai girandoci intorno. Si parla dei propri criteri personali.
Se dico che mi piace il piccante perche' mi piacciono le sensazioni forti (per restare al livello più basso di analisi), non sto imponendo niente. Sto spiegando solo quali parametri informano le mie scelte. Solo questo. Ma evidentemente non si riesce ad arrivare, a questo livello.

jopparelli ha detto...

"Ma allora che senso hanno i tuoi post, scusa?"

Qui casca l'asino. I miei post sono intesi come una semplice proposta. "Ehi ragazzi a me questo è piaciuto, sentite un po' qua, magari piace anche a voi"

Non me ne puo' fregare di meno di sostenere la fondatezza dei miei gusti. Nè penso di riuscirci, come si è visto.

Col tuo metodo invece vai avanti all'infinito. Ti piace il piccante? Per le sensazioni forti? Bene, allora spiegami cosa intendi per piccante e cosa ti fa dire che una sensazione è forte. E cosi' via, all'infinito.

E' proprio questo metodo che non mi convince, per questo non mi ci metto neanche a tentare di darti una risposta alla famosa domanda centrale.

Antonio ha detto...

Qui casca l'asino. I miei post sono intesi come una semplice proposta. "Ehi ragazzi a me questo è piaciuto, sentite un po' qua, magari piace anche a voi"
i post qui, Joppa. A casa tua fai quello che vuoi e non sarò io a censurarti...
Parentesi: io di chi non mi motiva i miei gusti non mi fido tanto. Ma sarà perche' io ci perdo tempo a cercare di motivarli (e non sono il solo, mi pare).

Col tuo metodo invece vai avanti all'infinito. Ti piace il piccante? Per le sensazioni forti? Bene, allora spiegami cosa intendi per piccante e cosa ti fa dire che una sensazione è forte. E cosi' via, all'infinito.
Qui (e solo qui) casca l'asino. Nessuno (guardaci) ha chiesto conto a Reiser (uno che ha provato a rispondere e restringere il campo) della propria definizione. Se così fosse avresti ragione tu. Se qualcuno avesse chiesto: "si, ma cosa sono le capacità tecniche?" "cosa sono i plagi?" etc., il tuo discorso avrebbe fondamento. Ma così non è stato (e questo è un fatto incontrovertibile, non sofismi)...
Ripeto, basta il primo livello.
Una curiosità: ma il post linkato di Noz, lo hai letto?
Postare (qui) "a me della maturità non interessa nulla, voglio solo la buona musica" e poi avvitarsi sul concetto che di questa frase non puoi rendere conto (e blah, blah, blah) avrà una sua utilità. Io, sinceramente, non la vedo.
Sei liberissimo di scrivere ciò che vuoi, comunque.

jopparelli ha detto...

Boh, io stavo solo cercando di rispondere a questa tua domanda:

"c'è una caratteristica che guida le mie scelte nel dire che una cosa mi piace? Oppure mi piace perche' mi piace e basta? Se si', come faccio a sostenere la fondatezza dei miei gusti?"

e come sempre finisce, mi (ci) rispondi facendomi dire delle cose che non ho mai detto ("a me della maturità non interessa nulla, voglio solo la buona musica", "i rappers sono tutti minorati", "Non si definisce che cosa è bello nella musica e quindi è tutto bello" ) e dicendo che sono fuori tema e che le mie risposte non hanno nessuna utilità.

Si, in effetti non ne hanno temo.

Antonio ha detto...

Boh, io stavo solo cercando di rispondere a questa tua domanda:
Ma non hai risposto, cristo.
E se poi faccio dei ragionamenti generali dicendo che se si dicono certe cose non si va a finire da nessuna parte, e mi rispondi che ti sto facendo dire delle cose che non hai detto amen. Ora, per finire questo discorso, mi puoi per favore rispondere a questa domanda:
"c'è una caratteristica che guida le mie scelte nel dire che una cosa mi piace? Oppure mi piace perche' mi piace e basta? Se si', come faccio a sostenere la fondatezza dei miei gusti?"
Se mi fai questo favore, non aggiungo altro.

Marty ha detto...

Dai, mi butto io nella risposta.

c'è una caratteristica che guida le mie scelte nel dire che una cosa mi piace?

Premesso che dipende dalla cosa.

La caratteristica che infatti mi guida nella scelta di un cibo rispetto ad un altro è differente da quella che mi spingere a scegliere un luogo da un altro (mare o montagna) da quella che mi fa scegliere un corpo femminile da un altro e via dicendo...

Spero che almeno questa banale premessa possa essere accettata.

Tornando alla musica.

Mi piace Fela Kuti.

c'è una caratteristica che guida le tue scelte nel dire che Fela ti piace?

Bè sai Antonio, trovo che le sessioni ritmiche prolungate di Fela abbiano qualcosa di travolgente nella loro ossessività , negli strappi che talvolta intercorrono. Amo il suo approcio vocale brusco ma passionale, l'energia che i superbi strumentisti mi sanno trasmettere. ecc...(non è Fela il punto)

Ora magari ho detto delle cazzate, però era per farti intendere che non sono un lobotomizzato che ascolta Fela perchè mi piace. Si ma perchè ti piace? Perche suona bene e mi piace.

Tu mi fai passare cosi cazzo!

Antonio ha detto...

Ora magari ho detto delle cazzate, però era per farti intendere che non sono un lobotomizzato che ascolta Fela perchè mi piace. Si ma perchè ti piace? Perche suona bene e mi piace.

Tu mi fai passare cosi cazzo!

Premessa: a volte penso che mi piaccia essere masochista per farmi male con queste cose, perche' altrimenti non si spiega.
Però se io pensassi che tu sei lobotomizzato, ti direi: "sei un lobotomizzato" e chiusa lì.
Invece cerco di provocare per tirare fuori delle risposte, che arrivano (a volte). Hai parlato di Fela Kuti? Finalmente.
Mi avventuro, correggimi se sbaglio: mi pare chiaro che alcune caratteristiche di quello che ti piace in Fela probabilmente le ritroveremo in altre cose che ti piacciono. Sbaglio? Dai che non sbaglio.

Secondo il discorso di Joppa, invece, SEMBRAVA che uno non possa dire che non gli piace il metal, perche' in pratica deve ascoltare ogni canzone una ad una senza mettersi barriere, per dire se gli piace o no, e non ci sono parametri dietro.
E poi mi dite che certi generi di musica non vi piacciono. Come fate a dirlo a priori?

Anonimo ha detto...

Cmq oggi ho catturato un rospo l'ho aperto e gli ho estratto le viscere, poi l'ho richiuso...non e' stato divertente come diceva Plutarco...

ErreCci aka RoyaleCeca aka l'anonimo del sublime(kantiano)