martedì 4 dicembre 2007

E Venne il Giorno di Jay…

Nel 1987, anno d’oro della musica hip hop, un qualunque ascoltatore, per quanto attento, non avrebbe potuto immaginare quanti taboo sarebbero stati spezzati nel corso dei 20 anni che ci separano, diciamo, dall’uscita di Paid In Full.
Non c’è bisogno di lunghi esempi, ma siamo passati da un dominio totale della costa Est ad una schiacciante supremazia (quantomeno commerciale) sudista, uno dei migliori rappers di tutti i tempi è un bianco di Detroit, e via dicendo.
Ora crolla anche l’ultimo taboo cui potessi pensare. E cioè, lo and behold, che un fratello a là Anticon.
E non chiamatelo nerd rap, perché la definizione, oltre che ingenerosa, è sbagliata. Qui si tratta di dopeness. O un MC sa rappare, o non è un MC. Poco importa se tratta di argomenti diversi dal solito bling. Si possono sminuire gli Anticoniani in mille modi, ma non mi si venga a dire che non sanno mettere insieme rime allucinanti…
E ora, nel regno di questa musica tradizionalmente riservata ad una nicchia bianca (non si può neanche parlare di backpackers, vista l’alterità della materia musicale del collettivo californiano), si affaccia un potenziale nuovo fenomeno. Di pelle nera, niente di meno. Enter Jay Electronica. Qualcuno potrebbe obiettare che il primo a rompere un taboo del genere sia stato uno come Saul Williams. Sbaglierebbe.
Williams è un ottimo artista, un avanguardista ed anche un ottimo lyricist, ma non è un rapper. Flow, struttura delle canzoni, ritmi, costruzione delle strofe. Siamo di fronte a qualcosa di diverso dall’hip hop.
E invece Jay Electronica è un rapper. Puro, direi. Uno che prolifera dove ci sono flow a prova d’errore e MCs da ridicolizzare. Il fatto è che, però, invece di accontentarsi di parlare dei noiosi soliti argomenti, Jay ricerca strade diverse, usando il rap per raccontare anche altro. In un paragone non troppo azzardato, se il rap da classifica è il fumetto seriale, Jay Electronica è un autore di graphic novels.
E potrebbe essere il nuovo fenomeno a esplodere sulla scena. Gli sponsores illustri non gli mancano, Erykah Badu e Just Blaze (!) su tutti.
Per farvi un’idea delle potenzialità di questo artista che, senza colpo ferire, ha il coraggio di rappare su loops cinematografici senza batteria, di inanellare strofe impressionanti e di intitolare una canzone ...Because He Broke The Rules, potete scaricare il suo (ottimo) EP da qui (legalmente). Lo so che alcuni poi verranno a lamentarsi che non è niente di speciale, ma - hey - non si può sempre accontentare tutti.
Buon ascolto, e ricordatevi che ve lo avevo detto, quando Jay Electronica esploderà.

4 commenti:

sraule ha detto...

Io ero passata di qua per invitarti al mio ultimo esperimento da disturbata (sul mio blog) e adesso mi tocca scaric... hem, comperare nel più vicino negozi di dischi qualcosa di Jay Electronica... Non so se ti sembra giusto! :)

Antonio ha detto...

Ora arrivo...

sraule ha detto...

Peraltro il tuo commento su Trent Raznor produttore di Saul Williams mi era sfuggito, cosa molto brutta, in quanto ora smanio per ascoltare Niggy Tardust!
(Ho un problemino anche con David, temo... :( )

sraule ha detto...

E poi (nel frattempo ho guardato) non trovo neanche il punto dove ne parli.
A.I.U.T.O.