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lunedì 29 marzo 2010

martedì 23 marzo 2010

Ha!

Eliza Dushku non è solo bella, ma capisce anche di rap. Sempre meglio saperle, certe cose.


P.S.: ma Supherb pare sia riemerso?



lunedì 15 marzo 2010

Come Scrivere uno Spot per la TIM in 10 Semplici Mosse

Per scrivere uno spot (o meglio, una serie di spot) per la TIM (o qualunque altro gestore telefonico, per quel che può importare, anche se mamma TIM si distingue sempre) è necessario abbandonare ogni velleità di essere creativi e occorre invece solleticare tutti gli istinti più bassi dell’uomo, facendo ovviamente perno sul maschilismo più becero e trito.
In poche semplici mosse è possibile progettare una campagna pubblicitaria che avrà successo e renderà babbo e mamma fieri di avere un figlio “creativo”. Del resto, non si definiscono così quelli che fino a ieri erano solo “pubblicitari”?


1) Christian De Sica
Il primo passo è semplice. Ci vuole Christian De Sica come protagonista.
Qualunque altro minchione non funziona, nemmeno se è un modello bellissimo (anzi, il modello bellissimo distruggerebbe ogni possibilità di identificazione del consumatore col prodotto, attenti). Le pubblicità della TIM sono pensate per uomini mediocri e quindi bisogna trovare l’esemplare ideale di inutilità (inutile dirlo, il nostro Christian è il golden standard).

2) La Bonazzona
La co-protagonista (se no il senso di esistenza di De Sica in solitaria sparisce) deve essere necessariamente una bonazzona. Attenzione, questo è lo step più importante del processo, e l’errore è sempre dietro l’angolo. Non è che qualunque bonazzona vada bene, sia inteso. Innanzitutto, deve essere una bonazza sessualmente attraente ma senza alcuna classe: scordatevi una Valeria Mazza, o Charlize Theron, per dire. Il modello deve essere quello del troione da combattimento, senza sottigliezze (meglio se abbondante di seno). E, preferibilmente, deve essere una bonazza appena uscita da un reality, o (ancora meglio) l’ospite di tutti i talk show del momento. Da pompare fino all’inverosimile (pun intended) e poi cambiare quando si profilerà all’orizzonte la nuova bomba sexy (che sarà logicamente affiancata a De Sica nella nuova serie di spot TIM: guardate Canale 5 e l’Isola dei Famosi e sarete avvantaggiati).

3) Il (non) sottile sottotesto sessuale
Ora, se avete un uomo mediocre e una gran figa come coprotagonisti di uno spot, che cosa può succedere? Ovviamente il fulcro della storia è l’infoiamento pazzesco del maschio-subnormale. Questo non può essere sublimato (non sia mai che ci si possa elevare al di sopra dello status di personaggio da film dei Vanzina) e invece deve chiaramente essere sottolineato da inquadrature ginecologiche e dal sempre vincente doppio senso dello scambio dei numeri e del “messaggiarsi”. Ovviamente il corteggiamento deve essere eseguito da De Sica nella maniera più becera e viscida possibile, altrimenti il consumatore potrebbe essere confuso.

4) L’azione è sempre originata da De Sica
Questa è un po’ più raffinata. L’inizio dello spot deve sempre vedere De Sica come protagonista, preferibilmente impegnato in qualche azione per la quale non ha il minimo interesse (è un poliziotto e aspetta il collega nuovo, oppure va a parlare con la maestra del figlio, oppure ancora la moglie lo manda dal salumiere, oppure deve vedere un cliente di cui non gli frega nulla, insomma ci siamo capiti).
E, improvvisamente, come nella più meravigliosa fantasia da maschio mentecatto, la situazione si trasforma in una stupenda occasione per cuccare: il collega nuovo non è l’atteso messicano puzzolente ma una stangona dalle gambe lunghe, la salumiera è una strafica, il cliente è un magico troione (anche qui le variazioni sul tema devono essere allo stesso tempo illimitate e sempre prevedibili). Questo meccanismo, ovviamente darà il la a tutta una serie di espressioni caricate che fanno capire quanto De Sica sia spiazzato e sollazzato dall’inaspettato sviluppo (anche qui, il cliente non va confuso: non deve semplicemente essere messo di fronte a una donna sessualmente attraente, ma è necessario che veda di fronte a lei i contorcimenti di un uomo adulto - in maniera che neanche il sedicenne segaiolo di turno si sognerebbe).

5) Il cast di contorno
Se De Sica e il mignottone sarebbero anche sufficienti per i primi episodi della campagna pubblicitaria, è chiaro che a lungo andare è più saggio stemperare la possibile atmosfera di noia (anche la reiterazione della gnagna stanca il consumatore, parrebbe) con siparietti “comici” stimolati dalla presenza di un cast di contorno che, in nessun modo, si deve distaccare dallo stereotipo più becero, né ambire a nessun tipo di rappresentazione positiva: come questi personaggi di spalla appaiono, li dobbiamo disprezzare (perfino De Sica si pone in posizione di superiorità, nei loro confronti). Il massimo che la moglie buzzicona, la figlia petulante, l’amico romanaccio, il gagà milanese (che si piglia lo schiaffo) possono sperare è di ispirare la battuta finale dello spot. Meglio ridere di loro, che non ridere per niente.

6) Il riferimento alla romanità più grezza
In questo senso, negli spot TIM, le battute che fanno ridere sono quelle romanesche, specie se rozze che non se ne può più. Anzi, più che battute, meglio se espressioni e ammiccamenti. Il romanesco è simpatico, sempre e comunque, negli spot TIM. E se volete essere irresistibili per il consumatore, mettete un momento in cui, mentre il mediocre De Sica finge aplomb per fare il raffinato con la figona, per un attimo, mentre la bonazza è distratta, si lascia andare all’animalità burina. Il successo è garantito.

7) L’ambientazione esotica scontata
Le prime puntate della campagna pubblicitaria possono anche essere ambientate in un posto a caso (diciamo Roma, per esempio), ma poi il consumatore dovrà essere gratificato da ambientazioni esotiche. Ovviamente scontate e banali (Miami, New York, Cortina), perché così il consumatore potrà vivere - di riflesso - un sogno di grandeur finta e stinta. Società dello Spettacolo? Macché, cabaret da Bagaglino.

8) Le amiche bone ma non bombe sessuali
Dopo che sono state esaurite le prime, scarse, idee, e che anche il cast di contorno ha finito la propria (in)utilità, uno dovrebbe preoccuparsi, giusto? Sbagliato. Dopo i primi tre o quattro episodi, una volta stabilita la familiarità fra i due protagonisti (leggi: il troiume di lei che, pur avendo potuto apprezzare il fare viscido di De Sica, invece di mandarlo a cagare continua a fargliela annusare), la soluzione è semplice: uno spot (preferibilmente con ambientazione estiva: si sa, l’estate è il momento in cui si socializza, evviva lo stereotipo) in cui oltre alla bonazza-troiona appaiono le sue amiche. Che sono ovviamente avvenenti, anche se in maniera non apertamente sessuale, ma piuttosto da pervertito con tendenze pedofile. Le ragazze, tutte immancabilmente sbarazzine e vestite da diciassettenni, fanno da contorno e non disturbano la porcaggine della protagonista. De Sica, da uomo italiano, non può fare a meno di notarle, ma è solo un attimo fuggente: la sua bava conosce una sola padrona. La bonazza-troiona.

9) Il non sequitur
Chiusa la fase pedo-pornografica di “community”, la serie di pubblicità sembrerebbe avere perso smalto. Ma non è così, ovviamente. Basta prendere i protagonisti e, senza colpo ferire, riproporre le banali logiche di interazione (leggi: l’infoiamento di De Sica) in un altro contesto, meglio se incomprensibilmente diverso. Il padre della bambina e la maestra diventano poliziotti, il vigile diventa tassista, la maestra di scuola diventa maestra di sci, e il tutto viene spostato da Roma a Miami, per dire. Garantendo altri cicli di intrattenimento, nuovi possibili membri del cast di contorno (sempre disgustosi e disprezzabili) e di battute romanesche. Geniale, no?

10) La battuta scontata alla fine
La chiusura del cerchio. La battuta, quanto più scontata e telefonata possibile ci vuole sempre. Specie se con un sottofondo di becerume, quello che solo le barzellette che non fanno ridere possono avere. Magari meglio finire con un rutto...

domenica 18 ottobre 2009

The Power of Love


Non è uno scherzo. È il graphical abstract di un lavoro pubblicato sull'Inorganic Chemistry (ACS). E poi dicono che la chimica è così asettica...



martedì 6 ottobre 2009

Zio Ralph Ci Becca Sempre...

La nuova pubblicità di Ralph Lauren con protagonista Kelly Brook. C′è di peggio, in giro.

martedì 26 maggio 2009

Bad Babysitter




Sarà il momento "storico", sarà che una "bad babysitter" è la cosa che mi servirebbe di meno ora, sarà che Mr. Eon che fa il morigerato è un'assurdità troppo grande per non apprezzarne l'ironia, sarà il beat (mi pare di Mighty Mi, non vorrei sbagliare), ma Bad Babysitter è una bomba. A distanza di anni mi chiedo come Princess Superstar sia riuscita a dire certe cose e passarla liscia...

martedì 17 febbraio 2009

Draft Stormy

This is amazing. E se la Carfagna diventa ministro, con l'esperienza della Daniels prevedo vette altissime...

Edit: e questo mi sembra ancora meglio...

sabato 24 maggio 2008

Giornaletti Zozzi

Alla fine ce l’abbiamo fatta. Blue 189 (maggio 2008, Coniglio Editore) ospita la prima parte di una lunga chiacchierata con il Magus per eccellenza della cultura anglosassone, ovvero quel fenomeno di Alan Moore. Piccola parentesi: se non sapete chi è Alan Moore, cercatelo su google. Se dopo aver cercato su google avete ancora dubbi, sparatevi subito. Meglio la morte (meglio se indolore) della vostra esistenza, fidatevi.
Seconda piccola parentesi: la chiacchierata continua su un prossimo Scuola di Fumetto sempre della Coniglio (non ricordo esattamente il numero, però).
Realizzata in collaborazione con l’amico e complice smoky man, l’intervista ci è costata lacrime e sangue. Però, personalmente, il piacere di parlare con Moore e con la gentilissima compagna Melinda per due (!) ore al telefono, e soprattutto sentirmi dire “mate” da zio Alan mi ripaga di tutto… anche della bolletta telefonica (e dello sbobinamento di 60000 battute circa).
Ora avete un’ottima scusa per leggere i giornaletti zozzi… “No, guarda, era solo per godermi la splendida intervista a Moore che ha fatto un tizio che conosco… No, giuro, le tette non c’entrano niente!”

sabato 26 gennaio 2008

When Worlds Collide

E poi si chiedono il perché della collaborazione fra Christina Aguilera e DJ Premier. Ma voi con Christina non ci collaborereste?


lunedì 14 gennaio 2008

If You Don’t Know by Now Doggy Dog Is a Freak

Premessa: Snoop Dogg è un artista che non mi piace, e lo trovo sopravvalutato sia come rapper (soprattutto come rapper) che come icona culturale (amico di Magic Don Juan? Yawnnnnn).
Detto questo, per me il video di Sensual Seduction (ma non era originariamente Sensual Eruption?) resta di gran lunga il miglior video musicale dell’anno.
Attenzione, la canzone fa abbastanza schifo (infatti è scritta da un tizio di Atlanta), ma il calligrafismo (si può dire?) che ricrea alla perfezione le atmosfere di Prince, Parliament, Zapp e Rick James va apprezzato. La messa in scena è impeccabile, l’aspetto freaky-freaky degli anni ’80 di Apollonia e Jill Jones c’è tutto, e l’immaginario quasi omoerotico del playa dei ’70-’80 è ricreato eccezionalmente bene, paillettes, guantino e catenazze in primis. E il giudizio, ovviamente, va al di là della scelta della sgranatura del video, necessaria e ben fatta, ma non particolarmente originale. I richiami alle spaceships di George Clinton, il vestitino (e occhiali) alla Bootsy Collins, la tastierina modello Sandy Marton (con talkbox annesso) e il batterista con un copricapo di sapore egiziano e le treccine sono un’altra cosa. Come il fatto che come regista sia accreditata una certa "Melina" (che sia quella bonazza della WWF?)...
E poi, il fatto che Snoop Dogg faccia una canzone dedicata ad un orgasmo (anzi, meglio, ad una eiaculazione), e che nessuno se ne meravigli lo trovo favoloso.


venerdì 5 ottobre 2007

Rock'n'Roll Muses

sabato 10 marzo 2007

At The Speed of Life

Before hip hop was all about drama
anything for a dollar before Kane fucked Madonna
Xzibit maintain and stayed bent like a comma


P.S.: il sedere è quello di Naomi Campbell.

martedì 13 febbraio 2007

Kim K. Superstar


È uscito fuori anche il video porno dell’amichetta di Paris Hilton, la socialite Kim Kardashian.
È stato acquistato dalla Vivid e si parla di atti parecchio spinti (e liquidi vari).
Ma alla fine, a chi è che frega qualcosa?

lunedì 29 gennaio 2007

American Idol

Aida Yespica si è messa in testa di potere andare in America a fare successo.

Che, tradotto in Italiano, significa (dopo il video con Coolio) fare la video-vixen.
Tanto di cappello ad Aida, ma ha pensato che, nella propria scalata alla (video-vixen) celebrità, dovrà fare i conti con gente come Esther Baxter
e Kitoy Johnson,
Melyssa Ford
e Francine Dee?
Per citare solo quelle più famose.
La vedo dura…

giovedì 16 novembre 2006

Surrealtà


Si chiama Portia Surreal e fa un mestiere al quale, per la verità, non sarei mai riuscito a pensare: è una topless DJ. O meglio, secondo la definizione del suo sito web, erotic fetish DJ extraordinaire.
Che utilità abbia questa funzione (a parte sollazzare gli spettatori, visto che si tratta di una bella gnagna) non si capisce, ma pare che, oltre che piacevole a vedersi (nuda), la DJ sia pure brava. Per il resto, dà un nuovo significato a “musica hardcore”… Ma non faceva prima a fare solo la modella
erotic fetish?

giovedì 2 novembre 2006

Riminiscenze…


Ma questa è Katrina del Grande Fratello? My oh my…